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Tempesta Yuan e le ali della farfalla

GENOVA – Forse è un punto di vista un po’ periferico, quello dell’Italia della portualità, a fronte della tempesta globale innescata dallo Yuan cinese. Ma come diceva quel saggio, (il filosofo Edward Lorenz, per essere esatti) “il battito delle ali di una farfalla può provocare un uragano dall’altra parte del mondo”. E il traballare dello Yuan è assai più del battito d’ali di una farfalla.
[hidepost]Qualcuno, in Italia, registra già il calo dell’import dalla Cina, che sta lasciando il segno in particolare su Gioia Tauro. Dove, dopo l’uscita di Maersk, Contship Italia e Msc puntano per un rilancio del sud Italia che sembra nei piani del governo nazionale, ma che certo non è aiutato dalle turbolenze finanziarie internazionali. Anche altri porti dove la presenza delle merci cinesi – e del relativo armamento – era molto sentita, come Napoli, stanno registrando anch’essi situazioni di affanno (con Conateco squassata da scioperi).
Poi ci sono le strategie dei grandi gruppi, ancora in parte da scoprire. Per Maersk, che punta decisamente su Savona (Vado Ligure), l’obiettivo a breve o medio termine è quello di ridurre al minimo il transhipment e di puntare sui gateway. Diversa come si è detto la posizione di Contship con Msc su Gioia Tauro, che pure punta anche a diventare porto gateway per il sud Italia. Infine ci sono i buchi neri della programmazione, come Taranto: dopo la traumatica uscita di Evergreen (con Hutchinson e Maneschi) non sembra aver trovato alternative, nemmeno nella (già illusoria) speranza di impegnare i terminalisti filippini di Icsti.
Ovvio che nella tempesta globale scatenata dalla Cina, le mosse di alta strategia dello shipping si stiano facendo più prudenti, o almeno meno proclamate. Che poi il tycoon Buffett sostenga, come ha dichiarato nei giorni scorsi al Financial Times, che anche la tempesta cinese va vista in un contesto temporale più ampio dove non riuscirà a frenare a lungo la crescita del commercio mondiale, può essere consolante o liberatorio. Ma ad oggi, quanto può valere per chi guarda ai risultati buoni e subito?
Antonio Fulvi

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Pubblicato il
16 Settembre 2015

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