Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

La Guardia Costiera e i suoi ruoli “lectio magistralis” dell’amm. Tarzia

Nella foto (da dx): Giuseppe Tarzia con Francesco Alberto Di Bari.

LIVORNO – Il polo di Villa Letizia, fortemente voluto dalla professoressa Colombini e ormai decollato con crescente successo per la preparazione degli specialisti sui sistemi logistici e la relativa “chain”, ha ospitato mercoledì il direttore marittimo contrammiraglio (Cp) Giuseppe Tarzia per una “lectio magistralis” su ruoli, compiti e organizzazione della Guardia Costiera italiana. Una relazione ricca di slides e di brevi filmati molto coinvolgenti sull’operatività per mare e per cielo dei militari delle Capitanerie: ma anche sui riflessi nell’economia dei traffici marittimi, delle attività portuali, della pesca professionale e dei parchi marini. Presentata dal docente del corso dottor Francesco Alberto Di Bari dell’AdSP con specifico incarico dell’Università, la relazione dell’ammiraglio è partita dall’elencare le 15 direzioni marittime nazionali, di cui quella Toscana che fa capo a lui è la n.2, fanno parte dell’organizzazione 55 Capitanerie, 51 uffici circondariali, 126 uffici locali e 60 delegazioni di spiaggia. Una struttura articolata, che è braccio operativo di ben quattro ministeri ma anche dell’amministrazione giudiziaria e dei compiti internazionali SAR, ovvero soccorso e salvataggio.

[hidepost]

In campo più strettamente locale, il relatore ha ricordato la tutela dei parchi marini, tra cui il santuario Pelagos, il parco dell’arcipelago e la Meloria e la sorveglianza sulla filiera della pesca. Una sorveglianza che spinge i marinai e i graduati della Guardia Costiera anche a terra, per la vigilanza sui mercati del pesce e i controlli sulla lecita provenienza del pescato. I controlli sui migranti sono un impegno costante, che specie al sud richiede il massimo.

All’elencazione delle funzioni, la relazione Tarzia è proseguita con un’analisi dell’economia produttiva legata al mare, alla navigazione e ai porti. L’economia marittima, che è determinante per una penisola come l’Italia che dipende dal mare sia per l’import che per l’export, non può che basarsi sulle capacità operative dei porti e sulle leggi che le regolano. C’è ancora molto da fare, perché l’evoluzione tecnologica è incessante, gli scenari cambiano rapidamente, le navi aumentano di dimensione e i traffici dipendono da quella catena logistica che richiede sempre più velocità e attenzione anche alla sicurezza. Tutti compiti sui quali la Guardia Costiera è giornalmente impegnata.

Significativa è stata anche l’ultima parte della “lectio” con le domande presentate dagli studenti del corso: sia sui temi generali che sulle criticità del porto di Livorno, compresa l’infinita attesa dell’allargamento della “strettoia” del Marzocco che condiziona l’operatività delle grandi portacontainers, e che sembra in un continuo rinvio dei lavori con pesanti riflessi sulla programmazione dei grandi players.

(A.F.)

[/hidepost]

Pubblicato il
18 Maggio 2019

Potrebbe interessarti

Festìna lente, anzi lentissimo

L’antica saggezza del suggerimento dell’imperatore Augusto, sembra diventata la guida più seguita non solo dalla politica nazionale ma anche dall’Authority di Livorno e Piombino. Dopo quasi un anno dall’insediamento del nuovo presidente, dopo tutta...

Leggi ancora

Salone nautico dei sogni proibiti

Aveva voglia il Gattopardo – ovvero Tomasi di Lampedusa – a sostenere che bisogna cambiare tutto per non cambiare niente. Oggi, di fronte alle notizie d’anteprima per il prossimo, sempre più grande salone nautico...

Leggi ancora

In ricordo del sor Aldo

LIVORNO.  Forse perché invecchiando il presente richiama sempre di più il passato. O forse perché gli amici veri rimangono legami importanti anche se non ci sono più.  È così che ogni 15 settembre mi...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio