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Veneto nelle nuove rotte delle economie globali

VENEZIA – Un passaggio diretto, un valico, tra il Veneto e l’Austria che colleghi l’Autostrada A27 (che oggi si ferma poco dopo Belluno) con la rete autostradale che percorre l’Europa Centro Orientale. L’idea non è nuova, anzi c’è un progetto vecchio di trent’anni che però è rimasto nei cassetti a seguito di numerosi veti.

Ora questa idea torna di grande attualità, anche a seguito della fame di infrastrutture connettive che caratterizza l’economia regionale, cresciuta grazie all’export e al turismo, settori dove le comunicazioni sono strategiche per la competitività.

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Su queste considerazioni si è sviluppato il convegno «Il Veneto nelle nuove rotte economiche globali. Porto di Venezia e autostrada A27», organizzato da CISL Veneto e Unioncamere del Veneto, ieri all’Hotel NH Laguna Palace di Mestre (Viale Ancona 2).

I lavori sono stati introdotti dal segretario generale della CISL Veneto, Gianfranco Refosco, e dal presidente di Unioncamere del Veneto, Mario Pozza.

Interventi di Iolanda Conte di Uniontrasporti sul sistema infrastrutturale del Nord-Est; del presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale Pino Musolino, sul porto di Venezia; del rappresentante del Veneto in EUSALP – mobilità Giovanni Campeol, sul valico alpino con l’Austria; del deputato al parlamento austriaco Christian Ragger sulle politiche infrastrutturali della Carinzia.

È seguita la tavola rotonda «Una porta a nord per il Veneto» con la partecipazione dell’assessore regionale alle Infrastrutture e Trasporti, Elisa De Berti; l’assessore del Comune di Venezia allo Sviluppo economico del territorio – Infrastrutture, Simone Venturini; il sindaco di Treviso, Mario Conte; il presidente della Provincia di Belluno, Roberto Padrin. Ha chiuso i lavori il segretario della CISL nazionale Andrea Cuccello.

«Il problema dello sbocco del Veneto verso il nord – precisa il presidente di Unioncamere del Veneto e Camera di Commercio di Treviso-Belluno|Dolomiti Mario Pozza – è una problematica che da tempo stiamo affrontando attraverso lo studio e l’analisi dei dati del traffico, flussi di merci, scelte politiche. Il prolungamento dell’A27 è un’infrastruttura fondamentale non solo per il territorio montano bellunese per i flussi turistici abituali e in vista dei grandi eventi Cortina 2021 e Milano-Cortina 2026, ma anche per tutto l’asse infrastrutturale del Veneto, come Treviso-Padova. Il Veneto è la terza regione d’Italia per export e per assurdo sta subendo periodicamente dei limiti al transito delle merci dal Brennero. Forse non è ben chiaro, ma è un danno per tutto l’export italiano. Riteniamo quindi fondamentale portare all’attenzione delle forze politiche, dell’opinione pubblica, grazie anche agli organi di stampa, l’importanza strategica della realizzazione del prolungamento dell’A27».

“Vogliamo riaprire il confronto ed il dibattito sulla infrastrutturazione strategica del Veneto come strumento per il suo sviluppo economico – ha detto Gianfranco Refosco, segretario generale della CISL Veneto -. Il convegno focalizza i temi della connessione con l’Oriente, e quindi il ruolo del porto di Venezia, e con l’Europa, in particolare con le sue regioni Centro-Orientali. Da qui l’attenzione sul progetto di collegare direttamente la nostra regione all’Austria prolungando l’A27 fino alla Carinzia e con gli snodi autostradali che percorrono l’Europa Centrale ed Orientale».

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Pubblicato il
15 Febbraio 2020

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