Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Dal “Rinascimento Tecnologico” 2 milioni di nuovi posti di lavoro

ROMA – Il nuovo Rinascimento Tecnologico porterà a creare 2 milioni di posti di lavoro in Europa entro il 2030. E tra le “Big Blue” italiane spizza la realtà romana. Nella Capitale si trovano le aziende più resilienti del nostro Paese: 6 su 10 spiccano per creatività connettività ed innovazione.

«Fil rouge della realtà romana è lo sviluppo di una forte cultura di base, orientata all’innovazione, alla qualità, al servizio ed alla competitività, ponendo il profitto in secondo piano e privilegiando non solo la ricerca ma anche la promozione di quei valori umani che caratterizzano il “roman way of working”» spiegano gli analisti di Sensoworks (www.sensoworks.com), la startup italiana specializzata in monitoraggio infrastrutturale supportata da piattaforme multilivello.

[hidepost]

La crescita della forza lavoro di queste aziende, l’interesse delle persone in cerca di impiego in queste «big blue» nostrane, le interazioni dei lavoratori con le aziende e la loro capacità di attrarre talenti hanno portato le aziende romane ad essere sempre più competitive, ponendo l’uomo sempre in primo piano e marcando il passo con un’economia sempre più globalizzata.

Roma supera così Milano in organizzazione e cultura aziendale, aspetti spesso non immediatamente visibili, ma che nel Centro e Sud Italia sono più profondi e radicati rispetto al Nord Italia. Il rinascimento tecnologico dell’Italia parte dunque dalla valorizzazione di una cultura interna delle aziende dove l’uomo è sempre in primo piano e dove si guarda all’ambiente come una risorsa di tutti, al di là di ogni confine nazionale.

Questo l’assioma di partenza di Sensoworks, perché – secondo i fondatori dell’azienda – il progresso tecnologico dipende soprattutto dalla componente umana e dalla «capacità umana» dei soggetti che sviluppano, implementano e utilizzano la tecnologia.

«Si tratta di un nuovo umanesimo che passa anche dall’Intelligenza Artificiale ma che vede l’uomo sempre al centro, cominciando dalla nostra cultura aziendale» spiega Niccolò De Carlo, ceo e co-fondatore di Sensoworks (www.sensoworks.com).

E – tra gli attori principali di questa rivoluzione – Sensoworks ha infatti la sua sede principale proprio a Roma. «Di fronte a noi vi è la possibilità di vivere un vero e proprio rinascimento tecnologico attraverso uno sviluppo “più umano” di algoritmi predittivi. E noi ci siamo riusciti» sostiene il ceo di Sensoworks.

Il successo di questa strategia è arrivato rapidamente con i primi progetti di monitoraggio dinamico realizzati per Acea, Anas ed Autostrade, solo per fare alcuni nomi. Ed ora l’azienda romana ha aperto uffici anche a Boston, da dove si propone di conquistare presto tutta l’America. (AJ-Com.Net).

[/hidepost]

Pubblicato il
28 Ottobre 2020

Potrebbe interessarti

Cogito, ergo vedo nero

Provo a fare una sintesi di quanto emerso e sta emergendo dalle diatribe sulla Darsena Europa, con tanto di chiarimenti dal commissario/prefetto e gallinaio vario sulle aree pressoché completate. È un’analisi mia personale, condita...

Leggi ancora

Addio amico Giorgio

LIVORNO. Non è soltanto la scomparsa a 91 anni di un importante imprenditore del settore portuale: la morte di Giorgio Fanfani, avvenuta nella notte di domenica, segna la perdita di un altro pezzo dell’anima...

Leggi ancora

Il provvisorio permanente

Non sottovaluto, certo, i mille problemi che travagliano l’Autorità di Sistema Portuale del povero presidente Gariglio, stretto tra le morse della politica in zuffa continua e quelle degli operatori che pretendono scelte rapide e...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio