Mediterraneo, “mare di problemi”

Nella foto (da sx): Il presidente Giustiniano e il comandante Fusco.

LIVORNO – Un workshop ad alto livello, quello di giovedì scorso al palazzo del portuale per conto di ATENA. Alto livello per gli argomenti, la decarbonizzazione degli oceani e la formazione di chi se ne dovrà occupare anche in termini operativi, e le normative che oggi stanno maturando: e ad alto livello anche la platea degli ascoltatori, tra i quali l’ammiraglio Cristiano Bettini, il comandante Angelo Roma del’interporto Vespucci, numerosi esponenti dell’AdSP e naturalmente i relatori, introdotti dal presidente di ATENA Toscana ingegner Giovanni  Giustiniano.

Il punto sulla situazione degli oceani ma anche del Mare Nostrum l’ha fatto il capitano di fregata Gennaro Fusco responsabile del settore ambiente della Capitaneria di Livorno. Con dati focalizzati in particolare sul Mediterraneo: un “mare di problemi” sul piano ambientale, percorso da 30 mila navi all’anno, con 500 milioni di persone che vivono sulle sue rive, e con il 10% dell’inquinamento  prodotto nel continente. Le normative internazionali in corso sono state elaborate in una serie di convenzioni, tra cui quella di Barcellona che si rifà alla MARPOL mondiale: convenzioni peraltro con adesioni volontarie e sempre con qualche margine di elasticità nell’applicazione più rigorosa. Le convenzioni comportano anche l’impegno per l’istituzione di aree protette, sulle quali controllare emissioni delle navi e delle coste. Ma siamo ancora all’inizio, perché la stessa convenzione di Barcellona ha fissato le fasi concrete delle aree marine protette al luglio del 2025.

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