Aiuto, ogni pesce catturato va registrato sulla app ufficiale
Bruxelles dice che serve per fare il censimento delle specie ittiche
ROMA. Pochi lo sanno, secondo quanto la stessa Guardia Costiera ammette, ma da marzo scorso sono in vigore regole europee – recepite anche dall’Italia – che impongono ai pescatori, anche e specialmente a quelli che pescano per svago e per passare il tempo, di registrare ogni cattura e comunicarla su un apposito sito.
Motivo della nuova regola, che ha naturalmente raccolto mugugni («libertà di innocenti svaghi sempre più limitata», «burocrazia imperante», «nuove tasse occulte in arrivo una volta registrati», eccetera…). Secondo i legislatori dell’Unione Europea il censimento delle specie ittiche più catturate serve per capire quali sono più diffuse e quali in diminuzione.
La novità più grande è l’introduzione di “RecFishing”, un’applicazione mobile ufficiale (o altri sistemi nazionali equivalenti) che i pescatori devono usare per registrarsi come pescatori ricreativi (obbligatorio sopra i 16 anni) e dichiarare le catture in modo elettronico e giornaliero.
La registrazione come pescatore ricreativo non è una novità: in Italia è in vigore da tempo infatti il censimento dei pescatori sportivi che prevede l’obbligo di registrarsi tramite il sito web ministeriale come pesca-sportivi. La novità ora sta nell’app e nella segnalazione delle catture. Per chi non ha dimestichezza con il web – e buona parte dei pensionati che passano le ore con la canna da pesca o il bolentino ha forse il telefonino, ma solo per telefonare… – è una nuova, stramaledetta tortura. Per fortuna sembra che al momento la stessa Guardia Costiera operi nei controlli con intelligente tolleranza. Ma fino a quando? (A.F.)











