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I TIR E LO “SCIOPERO”

Il taglio delle accise non basta: Unatras va in pressing sul governo per «misure settoriali»

Per ora resta confermato il fermo dell’autotrasporto per 5 giorni a fine mese

Paolo Uggè alla testa di Fai e del coordinamento di Unatras che raggruppa gran parte delle organizzazioni di categoria dell’autotrasporto

ROMA. Il governo ha annunciato che il taglio delle accise viene prorogato per altre tre settimane (con una riduzione di 20 centesimi al litro per il gasolio ma limitandolo a 5 centesimi al litro per la benzina) e il fronte dell’autotrasporto raggruppato in Unatras, coordinamento delle associazioni di settore, per tutta risposta non si mette a far salti di gioia: parla di «giudizio sospeso».

La galassia delle associazioni riunite in Unatras ha imparato dai precedenti round di provvedimenti analoghi che la speculazione sui prezzi rischia di inghiottire il beneficio a vantaggio unicamente di chi il carburante lo commercia anziché degli autotrasportatori che lo usano. Risultato: atteggiamento interlocutorio e, nel frattempo, l’annuncio che «allo stato attuale rimane confermato il fermo nazionale dei servizi dal 25 al 29 maggio».

In realtà, più che una bocciatura, è evidente che lo sguardo si sposta dal taglio delle accise a qualcos’altro. Il coordinamento delle organizzazioni di categoria da Paolo Uggè, leader storico dei camionisti e presidente della Federazione Autotrasportatori Italiani (Fai), tiene a mettere in evidenza che «Palazzo Chigi ha annunciato che ulteriori misure per l’autotrasporto verranno inserite in un provvedimento successivo, dopo un confronto con le associazioni di categoria».

Ecco che a tal riguardo, dopo aver confermato lo stop ai servizi di trasporto per cinque giorni a fine mese, Unatras dice che «attende la pronta convocazione dal governo per conoscere nel dettaglio le misure ad hoc pensate per l’autotrasporto». Non solo una informativa a giochi fatti: il coordinamento vuol «poter dare il proprio contributo per l’emanazione di provvedimenti efficaci utili a compensare le perdite subite da migliaia di imprese italiane». Da tradurre così: sono rispettate le normative di legge sull’autoregolamentazione e c’è tutto il tempo per un negoziato, dunque cominciamo a discutere. Con l’arma dello stop che non è ancora stata tolta dal tavolo.

Benché rimasta sotto traccia dal punto di vista dell’attenzione dell’opinione pubblica, la vertenza dell’autotrasporto è fra le “patate bollenti” di maggiore rilevanza sul tavolo del governo: lo stop di cinque giorni non è l’apocalisse ma immaginatevi cosa significa dal punto di vista del flusso degli approvvigionamenti: a cominciare dal rischio di mettere in moto il “fantasma” degli scaffali vuoti e dunque la corsa all’accaparramento.

A tal riguardo, vale la pena di ricordare la psicosi collettiva che si era scatenata in Sardegna nella primavera di quattro anni fa in seguito a un messaggio Whatsapp diffuso di smartphone in smartphone a velocità incredibile: annunciava uno sciopero dei camionisti che per due settimane avrebbe paralizzato ogni consegna di merce e perciò svuotato i supermercati. A nulla valsero le rassicurazioni ufficiali di autorità locali e grandi gruppi commerciali: come in una profezia che si autoavvera, ciascuno vedendo che la merce diminuiva sugli scaffali (per il semplice motivo che chi di solito comprava un chilo di spaghetti e un litro di latte ne comprava dieci chili e dieci litri…), finiva per temere di ritrovarsi alle prese con la penuria di alimenti e, indipendentemente dal credere o no allo sciopero, si cautelava aumentando le scorte.

È da dire che lo standard di quanto si paga il carburante al distributore è adesso leggermente inferiore rispetto a tre settimane fa: almeno a Livorno città, almeno a dar retta all’Osservaprezzi del ministero. La “fotografia” che avevamo scattato il 10 aprile parlava di gasolio a 2,154 euro al litro in modalità self mentre oggi 2 maggio è a quota 2,062 (e allora a 2,369 in modalità servito contro i 2,262 attuali). Questo è la “nuova normalità” sulla rete ordinaria con cui ha da fare i conti ogni conducente alla guida della propria auto.

Pubblicato il
2 Maggio 2026
di BOB CREMONESI

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