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Molto di più d’una banchina nel Sud

GIOIA TAURO – Sono stati anni di lavoro duro, con tutte le limitazioni che un grande porto con un grande movimento di grandi navi fatalmente comporta. Ma la recente inaugurazione della banchina di ponente, fondale a 16 metri e aree adiacenti utilizzabili per insediamenti industriali, conferma che il luogo comune di un Sud Italia può essere più che superato, con l’impegno, la perseveranza e naturalmente i finanziamenti.

Abbiamo già scritto nel numero scorso che la banchina sarà base per un’attività totalmente nuova, che coinvolgerà l’intero territorio calabro creando posti di lavoro, specializzazioni e ricadute nello stesso Pil regionale.

Quasi 400 metri di lunghezza, un ettaro e mezzo di superficie, 5mila tonnellate di acciaio, 17mila metri cubi di calcestruzzo, 16 metri la profondità del fondale e 18 della banchina: dopo 730 giorni dalla posa della prima pietra, la banchina di ponente è una realtà che va ben oltre la semplice struttura portuale.

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Il progetto della banchina lato Nord rappresenta il completamento del perimetro portuale in corrispondenza del bacino più interno; l’area era infatti l’unica ancora non banchinata e delimitata, per buona parte, da una spiaggia. Lo scopo – ha ricordato il presidente Agostinelli – è quello di dare piena attuazione al vigente Piano Regolatore Portuale e consentire successivi interventi di dragaggio, che agevoleranno l’evoluzione delle navi in porto, implementando la rapidità e la fruibilità delle manovre sempre nel rispetto dei massimi criteri di sicurezza.

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Pubblicato il
17 Luglio 2024
Ultima modifica
18 Luglio 2024 - ora: 09:36

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