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CONFINDUSTRIA

Il fisco cerca il dialogo preventivo con le grandi aziende

In Toscana sono quasi 600 le imprese potenzialmente interessate

FIRENZE.  Dal prossimo anno saranno in tutto più di 200 le aziende che potranno accedere al regime di adeguamento collaborativo (volume d’affari di almeno 500 milioni di euro): diventeranno quasi 600 a partire dal 2028, quando la soglia di accesso scenderà a 100 milioni: è una modalità che, grazie a un decreto legislativo di dieci anni fa, mira a instaurare un rapporto di fiducia tra fisco e contribuente così da far aumento del livello di certezza sulle questioni fiscali rilevanti.

A Firenze la sede di Confindustria Toscana Centro e Costa ha ospitato il quinto appuntamento di “Patti chiari per imprese forti”, ciclo di eventi promosso da Confindustria, ministero dell’Economia e delle Finanze e Agenzia delle Entrate per far conoscere alle imprese italiane l’istituto dell’adempimento collaborativo.

È un “roadshow”, che ha già fatto tappa a Bologna, Venezia, Napoli e Roma, proseguirà con altre date in tutta Italia con l’obiettivo di offrire una panoramica su vantaggi, modalità di adesione e modelli di successo in vista del progressivo ampliamento della platea potenziale nei prossimi anni.

La giornata fiorentina è stata aperta dal viceministro Maurizio Leo, dal direttore dell’Agenzia delle Entrate, Vincenzo Carbone, dal vicepresidente di Confindustria, Angelo Camilli e dal numero uno di Confindustria Toscana, Maurizio Bigazzi. Hanno partecipato anche il capo del III Reparto Operazioni del comando generale della Guardia di Finanza, Luigi Vinciguerra, e il presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, Elbano De Nuccio.

Maurizio Bigazzi, leader di Confindustria Toscana

“Adempimento collaborativo: patti chiari per imprese forti” ha già nel titolo la chiave di quel che è: l’intento di «promuovere – è stato detto – una relazione trasparente e strutturata tra imprese e amministrazione finanziaria, basata sul confronto preventivo, sulla fiducia reciproca e sulla certezza del diritto».

Come funziona questo tipo di evento? Il format degli incontri – viene fatto rilevare – prevede una prima sessione di presentazione dell’istituto, seguita da una tavola rotonda sugli aspetti più operativi. Al panel fiorentino, moderato dalla caporedattrice di “Norme e Tributi” del “Sole 24 Ore”, Maria Carla De Cesari, hanno preso parte, tra gli altri, Letizia Coviello e Giuseppe Lamberti (Prada), Paolo La Morgia (Ferragamo); Mirko Neri (Publiacqua).

L’adempimento collaborativo – viene spiegato – è stato introdotto per «promuovere un nuovo modello di cooperazione trasparente e preventiva tra fisco e contribuenti» ed è rivolto alle imprese «dotate di un sistema strutturato di gestione e controllo del rischio fiscale»: prevede «un dialogo costante finalizzato a individuare e risolvere in anticipo le potenziali situazioni di rischio», in modo tale da contribuire a «rafforzare la certezza del diritto e l’affidabilità del sistema tributario».

La soglia per l’accesso è stata negli anni progressivamente ridotta «fino a includere, dal 2024, i soggetti con volume d’affari di almeno 750 milioni di euro, 500 milioni dal 2026 e di almeno 100 milioni di euro a partire dal 2028, quando la platea potenziale sarà di oltre 11mila aziende a livello nazionale».

Pubblicato il
28 Giugno 2025

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