Così Genova ridisegna la viabilità a servizio del porto che verrà
Operazione da 176 milioni, primo round la sopraelevata sul nuovo Ponte del Papa

L’infrastruttura stradale inaugurata a Genova
GENOVA. All’ombra della Lanterna genovese entra in funzione un nuovo raccordo della viabilità portuale: a Genova la Strada della Superba continua in quota e si unisce alla nuova sopraelevata portuale grazie alla attivazione della via superiore del nuovo Ponte del Papa. Ne dà l’annuncio l’Authority del mar Ligure Occidentale segnalando che si incastra così al posto giusto un altro tassello del puzzle nel potenziamento dell’accessibilità stradale allo scalo genovese.
Stiamo parlando di un tratto a quattro corsie, due per senso di marcia, sulla viabilità superiore – oltre a due due corsie a raso – che sono predisposte per essere ampliate in caso di necessità operative: include anche l’attivazione del nuovo varco di ponente in quota. Realizzato però in configurazione temporanea in attesa del completamento del nuovo varco definitivo sito in sponda destra del Torrente Polcevera.
Con questo collegamento si punta a intercettare il flusso di camion provenienti dal casello autostradale di Genova Aeroporto per convogliarli direttamente all’interno dell’area portuale. Obiettivo: limitare quanto possibile, e comunque «in maniera significativa», le interferenze tra il traffico logistico-portuale e la circolazione urbana.

La nuova sopraelevata a servizio del porto di Genova
Dal quartier generale dell’ente di Palazzo San Giorgio si mette l’accento sul fatto che l’opera abilita la via in quota del nuovo Ponte del Papa: tale infrastruttura («completata nel 2024») rappresenta «una delle realizzazioni più innovative nel panorama dell’ingegneria stradale europea», secondo quanto tiene a ribadire l’Authority. Vale la pena di aggiungere – viene sottolineato – che, «grazie alla sua struttura ad arco con impalcati sovrapposti su due livelli e a una campata unica di quasi cento metri, il nuovo viadotto è il primo ponte in Europa e tra i primi al mondo ad adottare questa particolare configurazione strutturale».
Tutto questo rientra in «un più ampio programma di riassetto della viabilità portuale»: valore 175,6 milioni di euro, area interessata l’intero bacino di Sampierdarena. Con tale nuovo asse infrastrutturale si vuol mettere in campo uno degli aspetti che «stanno ridisegnando i 6 chilometri complessivi della principale direttrice di accesso ai terminal portuali, dal ponente cittadino fino alle calate storiche di Bettolo e Sanità, attraverso il nodo strategico di San Benigno collegato con il casello autostradale di Genova Ovest».
Fra pochi giorni una nuova (doppia) tappa di questo riassetto. La prima il 15 giugno: è prevista l’ultimazione del collegamento tra la nuova viabilità in quota e il varco di San Benigno attraverso la rampa realizzata da Autostrade per l’Italia (Aspi) nell’ambito dei lavori del tunnel subportuale. L’altra entro fine mese: sarà completata la demolizione del vecchio Ponte del Papa, mantenuto finora in esercizio come ponte di cantiere per poter costruire le nuove infrastrutture (lascerà spazio a una configurazione più sicura anche sotto il profilo idraulico alla foce del torrente Polcevera).
Ma a Genova si guarda principalmente all’orizzonte di fine anno: il progetto troverà compimento con la connessione tra la Strada della Superba in quota e la nuova sopraelevata portuale. Da Palazzo San Giorgio lo spoiegano così: «Una volta ultimato, il sistema costituirà una direttrice ad alta capacità tra la sponda destra del Polcevera e il varco di San Benigno, creando un collegamento diretto tra i terminal portuali e i principali nodi autostradali di Genova Ovest e Genova Aeroporto». Scopo: riuscire ad avere a disposizione un sistema viario che sia in grado di «sostenere l’aumento dei traffici previsto nei prossimi anni grazie alla nuova diga foranea e alla riconfigurazione delle banchine del porto commerciale» e riesca a garantire «una maggiore separazione tra traffico pesante e traffico urbano e una migliore integrazione con il potenziamento dell’ultimo miglio ferroviario».

Matteo Paroli, presidente dell’Authority genovese
Queste le parole del presidente dell’Authority, Matteo Paroli: «L’attivazione di questi primi tre chilometri della nuova sopraelevata portuale rappresenta un passaggio strategico per Genova e per il suo sistema logistico. L’opera è stata anticipata rispetto al completamento per rispondere in modo immediato alle criticità di traffico nei periodi di maggiore intensità e consente oggi a circa 900-1.000 mezzi pesanti al giorno di accedere direttamente alle aree operative del porto, senza attraversare la viabilità urbana, con benefici concreti per la città e per l’efficienza dello scalo. Si tratta di un intervento realizzato in tempi rapidi, per una infrastruttura in quota, e con soluzioni ingegneristiche innovative, in un contesto operativo complesso come quello portuale, dove le attività non possono mai interrompersi».
Paroli tiene a ribadire che si vede anche «un primo beneficio per l’autotrasporto con la creazione di circa 70 nuovi stalli di sosta temporanea sulla esistente sopraelevata, vicino al varco di San Benigno»: non è altro se non il «primo passo verso la realizzazione di un nuovo autoparco, che potrà essere sviluppato grazie alla sinergia di istituzioni e operatori con una virtuosa partnership pubblico-privato». La nuova infrastruttura – vale la pena di ricordarlo – è dotata di impianti fotovoltaici finanziati con fondi Pnrr e ha permesso di superare «una storica criticità idraulica rappresentata dal vecchio attraversamento sul Polcevera».











