Psa Italy si mette l’abito “green”: ecco il report di sostenibilità
Le ricadute sui territori: 1.080 buste paga, 119 milioni in acquisti soprattutto locali

L’ultimo report di sostenibilità di Psa indica l’acquisto di mezzi elettrici di piazzale
GENOVA. L’investimento nelle nuove gru di piazzale E-Rtg completamente elettriche a Genova Pra’ e a Venezia. Il terminal Psa Venice-Vecon che ha «la piena copertura del fabbisogno elettrico da fonti rinnovabili certificate tramite “Garanzie d’Origine” azzerando le emissioni indirette associate ai consumi di energia elettrica rendicontate nello Scope 2» e, in parallelo, lo stesso terminal che introduce il biocarburante Hvo abbassando le emissioni di CO2 «dell’88,7% rispetto al diesel tradizionale per i mezzi di movimentazione». Psa Italy, costola italiana del gigante internazionale della portualità, con terminal Genova (Pra’ e Sech) e a Venezia (Vecon), lo sottolinea presentando il proprio “report di sostenibilità” segnalando anche il fatto che stiamo parlando di una azienda che movimenta più di 2 milioni di teu all’anno fra Genova e Venezia, «rappresentando il 25% del traffico containerizzato di import ed export del Paese».
Il miglioramento delle prestazioni ambientali si allarga – viene fatto rilevare da Psa Italy – anche alla gestione consapevole dei rifiuti: la media complessiva annuale parla di «un 94% di rifiuti avviati a recupero, con Psa Venice-Vecon e Pra’ Distripark Europa (società interamente controllata da Psa Genova Pra’ e inclusa per la prima volta nel “report”)».
Quanto all’impatto occupazionale, il documento di Psa Italy segnala che a fine 2025 il gruppo contava «1.080 dipendenti diretti, con una crescita del 6% nel triennio 2023-2025». E con uno stretto legame con il territorio, visto che «l’85% del personale è proveniente dalle province di Genova e Venezia». Con buste paga che non si limitano ad applicare i contratti ma sono «sensibilmente superiori ai minimi salariali previsti a livello locale». Rispetto alla retribuzione minima prevista, i livelli in Psa sono maggiori dal 10 al 29% in più per gli uomini e dal 5 al 27% in più per le donne («evidenziando una sostanziale convergenza tra i generi, in particolare presso Psa Genova Pra’, dove il valore risulta identico»).
Riguardo alla formazione, va detto che le aziende del gruppo ne hanno erogate 40.328 ore nel 2025, l’11,6% in più a paragone di due anni prima. Superato l’obiettivo di gruppo stabilito in 16 ore medie: si sono avute 41 ore medie per dipendente a Genova Pra’, 32 ore al Sech e 27 ore a Venezia. Vale la pena di mettere in risalto che «oltre 7.800 ore sono state dedicate specificamente alla sicurezza sul lavoro», alle quali si sono aggiunti programmi innovativi sulla cybersecurity e sulle competenze “Esg”.
Quanto al valore generato dalle attività dei terminal Psa a beneficio della comunità locale, il gruppo internazionale segnala che «nel 2025 Psa Italy ha speso oltre 119 milioni di euro in materiali e servizi, rivolgendosi per il 92,5% a fornitori nazionali: nello specifico, il 65% degli acquisti di Psa Genova Pra’ e il 62% di Psa Venice-Vecon è stato effettuato presso aziende delle rispettive province», come è stato messo in luce.











