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SANT’ANNA

Il corpo, il tatto e il robot: il professor Bergamasco apripista della ricerca

Premiato nel conclave internazionale degli scienziati del settore

Massimo Bergamasco, professore della Scuola SantAnna di Pisa

PISA. Il premio gliel’hanno consegnato nel corso di “EuroHaptics 2026”, la principale conferenza dedicata allo studio del senso del tatto e alle tecnologie che consentono di riprodurre e trasmettere sensazioni tattili e di forza. Il “Lifetime Achievement Award di EuroHaptics 2026” è stato assegnato a Massimo Bergamasco, che in quella fucina di talenti che è la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa lavora come docente ordinario di meccanica applicata alle macchine. Il premio è arrivato a coronamento di «una carriera – viene ribadito – sempre proiettata verso il futuro, nella quale meccanica, percezione, cognizione e creatività si incontrano per esplorare nuove possibilità dell’interazione tra menti naturali e menti artificiali».

È un riconoscimento che premia una carriera che, come spiegano dall’istituzione universitaria pisana, ha «contribuito in maniera determinante alla nascita e allo sviluppo delle moderne tecnologie aptiche», cioè relative alla percezione tattile. «Già all’inizio degli anni ’90, quando la realtà virtuale e l’interazione fisica con gli ambienti digitali erano ancora scenari futuristici, – viene messo in risalto – Bergamasco progettava sistemi capaci non soltanto di rilevare i movimenti dell’utilizzatore, ma anche di restituire al corpo umano forze e sensazioni di contatto».

Il “Lifetime Achievement Award” – questa la sottolineatura – riconosce non soltanto la qualità e l’impatto della produzione scientifica del professor Bergamasco. Di più: ha saputo

  • costruire nuovi ambiti di ricerca,
  • formare generazioni di ricercatrici e ricercatori,
  • immaginare con largo anticipo forme di interazione tra corpo umano, macchine e mondi digitali («che oggi stanno diventando parte integrante della nostra società»).

Appuntamento a Siena per l’edizione 2026 dell’iniziativa: di scena ricercatrici e ricercatori provenienti da mezzo mondo per confrontarsi su percezione aptica, interfacce indossabili, realtà virtuale, robotica e applicazioni biomedicali.

Per dare un’idea degli studi pionieristici di Bergamasco, dal quartier generale del Sant’Anna segnalano che alcune tappe della carriera dello studioso hanno fatto da apripista in questo settore fin dagli anni ’90. Ad esempio, risale al ‘92 – cioè oltre un terzo di secolo fa – la presentazione di uno dei primi studi dedicati a sistemi di “force feedback” per interfacce indossabili simili a un guanto. È del ‘94 lo sviluppo, insieme al proprio team, di un esoscheletro aptico per il braccio destinato alla teleoperazione e all’interazione con ambienti virtuali.

Vale la pena di spiegare che «tali dispositivi permettevano all’utilizzatore di esplorare oggetti e superfici virtuali percependone fisicamente i vincoli e le forze di contatto», viene sottolineato segnalando che si tratta di «idee allora radicalmente innovative, che anticipavano molti dei temi oggi centrali nella realtà estesa, nella telepresenza, nella robotica collaborativa, nella riabilitazione e nelle interfacce indossabili».

In quello stesso volger di anni, precisamente nel ’91, Bergamasco fonda il Laboratorio di Robotica Percettiva Percro della Scuola Superiore Sant’Anna: un polo di ricerca che nel susseguirsi del tempo è divenuto «un punto di riferimento internazionale per la robotica, la teleoperazione, le interfacce aptiche e gli ambienti virtuali e aumentati». Una struttura che ha il campo base nell’area Cnr di Pisa con sedi decentrate anche a Livorno (Dogana d’Acqua), nella zona di San Giuliano e a La Spezia. È da dire che poi le cose hanno fatto passi da gigante: da quelle prime ricerche sono nati sistemi sempre più avanzati – viene fatto rilevare – «fino agli esoscheletri per l’intero corpo, come il “Body Extender”, concepito per amplificare la forza umana nella movimentazione di carichi e nell’interazione con ambienti complessi».

Da non dimenticare che cinque anni fa Bergamasco ha promosso la nascita dell’Istituto di Intelligenza Meccanica della Scuola Superiore Sant’Anna, del quale è stato il primo direttore. Il nuovo Istituto è nato dall’incontro tra le competenze del laboratorio Percro e quelle della sensoristica avanzata. Scopo: studiare «la crescente integrazione tra sistemi fisici e digitali e le loro modalità di interazione con l’essere umano».

Dal Sant’Anna viene evidenziato che ora come ora Bergamasco è responsabile scientifico dell’area di ricerca “Natural and Mechanical Minds”, dedicata allo studio dei sistemi percettivi umani e dei processi cognitivi associati, per «individuare nuovi criteri di progettazione delle architetture cognitive destinate alle entità artificiali».

Pubblicato il
1 Agosto 2026

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