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Federturismo in difesa della portualità nautica

Combattere la “oppressione denigratoria” subita dal turimo con le barche – Le agevolazioni chieste alla UE

VENEZIA – La portualità turistica italiana sarà difesa ad oltranza dall’“oppressione denigratoria” che il turismo nautico ha subito negli ultimi due anni con l’improvviso arresto della produzione nautica e della commercializzazione delle strutture di servizio dalla “grande famiglia” di Confindustria-Federturismo.
[hidepost]E’ questo quanto emerso nella giornata celebrativa del ventennale di Federturismo nella quale il professor Eiarque, analista del settore turistico di fama internazionale, ha sottolineato l’importanza della componente economica della vacanza “… che dev’essere esperienza attiva e capace di attrarre un pubblico internazionale sempre più esigente”.
Secondo Massimo Bernardo l’esperienza nautica sulle coste italiane ben si inserisce in questo contesto come il completamento del turismo alberghiero e balneare e va dunque protetta anche per meglio sfruttare i 15.000 posti barca realizzati nell’ultimo quinquennio ed i nuovi 20.000 in corso di realizzazione che corrispondono a ben 40 porti turistici – ha affermato tra l’altro il vicepresidente di Federturismo e presidente di Assomarinas Roberto Perocchio.
Dai numerosi interventi della giornata cui hanno partecipato oltre 300 imprenditori del comparto, il turismo italiano è apparso come un grande “condominio” che necessita, da subito, di un’oculata regia per conferire e gestire un maggior coordinamento anche nel complesso rapporto Stato-Regioni.
“Occorre tenere a mente che il turismo non rappresenta solo un settore ma un immenso mercato – ha affermato Luigi Abete, fondatore di Federturismo e past president di Confindustria, un mercato in continua espansione fisiologica che alimenta tutta la filiera produttiva italiana dalla manifatturiera ai servizi e, nel contempo, rappresenta il più importante veicolo del “made in Italy” nel mondo”.
Una risorsa che va alimentata anche attraverso i nuovi programmi europei – ha sostenuto il vicepresidente della Commissione europea – Taijani – di agevolazione di visti e della promozione di itinerari tematici nell’ambito dei quali anche gli itinerari costieri rappresentano un importante momento di attrazione per il mercato turistico internazionale. Si è quindi tracciato un “variopinto affresco” di un sistema di servizi che, anche se attualmente risulta essere traumatizzato dalla crisi economica-finanziaria, è comunque alla ricerca di concrete opportunità di riscossa.
Una tra tutte l’Export 2015 che si propone come un momento di imprescindibile e inderogabile convergenza per tutte le aziende dell’immensa filiera dell’ospitalità nazionale sia per terra che per mare. Dal congresso di Roma parte dunque un forte appello all’unità imprenditoriale , alla razionalizzazione dei processi ma anche un severo monito al nuovo governo perché al comparto turistico sia finalmente riconosciuto nella complessità dei suoi tanti settori il suo ruolo di autentico fattore di riscatto dal processo di decadenza che sta attanagliando il nostro Paese.

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Pubblicato il
5 Giugno 2013

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