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Un “Castoro” sul quale c’è chi rosica

LIVORNO – La grande piattaforma “Castoro VI” di Saipem apparsa all’orizzonte la settimana scorsa per posare i tubi sottomarini del futuro metanodotto Olt, oltre ad eccitare la fantasia dei tanti – contrari o favorevoli – all’impianto di cui si parla da un lustro, ha anche acceso altre speranze, ad oggi rimaste sottopelle, ma non per questo meno interessanti.
Il “Castoro VI” com’è noto è ancorato su una serie di speciali corpi morti e si sposta di volta in volta verso terra sulla base degli spezzoni di tubo che colloca nella speciale trincea scavata nel fango. C’è da chiedersi come procederà quando il fondale decrescente verso terra non consentirà più alla grande “macchina” di ancorarsi: ma sarà stato certo previsto un sistema supplementare.
Dove invece non si fanno previsioni ma già schermaglie più o meno nascoste è nel servizio di “navetta” con la piattaforma, per trasportarvi dal porto labronico gli uomini e i materiali occorrenti per le settimane di lavoro che ancora si prospettano. Sembra che i primi ad offrirsi siano stati i battellieri e gli ormeggiatori, entrambe categorie riconosciute con apposite ordinanze portuali. Ma qualcuno s’è fatto avanti a sua volta, sottolineando come le imbarcazioni dei due “servizi” in questione non siano adatte ad operare fuori dal porto e con quei compiti. In alternativa, attraverso una società di Santa Croce sull’Arno che opera con gru mobili, la Balfin di Livorno avrebbe proposto due mezzi nautici da 30 metri l’uno già disponibili in Tunisia (e potrebbero arrivare in due giorni) adatti a carichi pesanti e al trasporto di persone.
Risposte per ora non ce ne sono state, anche perché il “Castoro VI” è arrivato da poco ed ha l’appoggio di due “supply” noleggiati dalla stessa Saipem. Ma ci si chiede che succederà quando dovranno essere prese decisioni, ovviamente verificate dalla Capitaneria di Porto. E qualcuno, allungando lo sguardo a quando – verso la fine di quest’anno – arriverà anche la nave-base trasformata in piattaforma, si chiede anche quali saranno i rimorchiatori d’altura che dovranno permanentemente vigilare intorno alla piattaforma Olt. Secondo le normative attuali, la zona fa parte della “riserva” dell’impresa Neri. Ma in questo campo c’insegna 007: mai dire mai.
Antonio Fulvi

Pubblicato il
20 Febbraio 2010
Ultima modifica
23 Febbraio 2010 - ora: 12:06

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