Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Anagrafe degli autisti per i badges portuali

Procedure unificate a livello nazionale per la sicurezza

ROMA – Un tesserino diverso per ogni porto per essere autorizzati con il proprio Tir a superare i varchi portuali e fare il proprio lavoro. Contro questo paradosso burocratico si è schierato Trasportounito, che si è rivolto ai ministri Madia (Semplificazione e Pubblica Amministrazione) e Delrio (Infrastrutture e Trasporti) chiedendo un intervento urgente: che si affidi a un organismo nazionale la gestione della raccolta delle anagrafiche dei conducenti, con procedure di aggiornamento centralizzate, di carattere pubblico per la riservatezza dei dati, e valide per tutte le autorità portuali.
[hidepost]Attraverso il web potrà essere gestita l’interfaccia diretta con le Imprese di Autotrasporto, per i necessari aggiornamenti del “data base” conducenti.
E in prospettiva – secondo Trasportounito – il badge “cartaceo” potrebbe essere eliminato e sostituito attraverso l’attivazione di un’“APP ministeriale” che tutti i conducenti possano utilizzare con un semplice smartphone per identificarsi ai varchi di tutti i porti italiani.
Il caso dei tesserini di riconoscimento (i badge) sembra di scarsa importanza, ma non è cosí. Il fatto che ogni Autorità portuale richieda ai conducenti, per poter operare nei propri Terminal, l’esibizione di un apposito tesserino (su cui spesso si pagano diritti di rilascio) e che in ogni porto operino norme diverse, obbliga di fatto i conducenti di Tir a possedere una “collezione di badge” e le Imprese di Autotrasporto a subire un salasso di costi aggiuntivi.
Tutto ciò è paradossale – denuncia Trasportounito – sul piano della gestione amministrativa: decine di migliaia di conducenti, per ogni porto, devono presentare un’analoga documentazione i cui contenuti e la cui forma varia a seconda delle diverse ordinanze delle autorità portuali. E ciò che è peggio sono gli effetti indotti: a tanta burocrazia e a costi enormi non corrisponde nemmeno l’obiettivo principale di garantire la security sulle banchine.
Un problema marginale? Assolutamente no – sottolinea Trasportounito – chi si intende di sicurezza sa quali e quanti coni d’ombra si erigano nel ciclo logistico della merce, vanificando i controlli e creando un disagio fin troppo evidente per autisti e imprese di autotrasporto.
Il rimedio? Secondo Trasportounito, consiste nella costruzione di un’unica anagrafica nazionale e un unico tesserino valido per il personale viaggiante come documento unico di sicurezza per tutti i porti italiani; e tale tesserino deve costituire garanzia di regolarità dell’impresa e dell’esistenza di un regolare rapporto di lavoro.

[/hidepost]

Pubblicato il
23 Aprile 2016

Potrebbe interessarti

Livorno: leviamo i levatoi!

D’accordo, ora che il guaio è successo – ponte levatoio bloccato, porto industriale isolato, tutti improvvisamente a maledire l’assurdo snodo del Calambrone – finalmente La mia non è più vox clamantis in deserto: e...

Leggi ancora

Il dito e la Luna

La guerra all’Iran, una delle tante feroci guerre in corso, ha dunque colpito in pieno il lato debole dell’economia nazionale, i flussi d’energia. Gli analisti di tutto il mondo hanno chiarito – come ha...

Leggi ancora

…Eppur si muove?

Il ponte dei sospiri, sulla foce del Calambrone a Livorno, sembra finalmente nella fase di sospirata riscoperta della sua priorità. Al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani va riconosciuto che nel recentissimo incontro con...

Leggi ancora

Meglio Tardino che mai

Non ci rimane che riderci sopra. A Palermo, dopo più di un anno, le forze politiche hanno smesso di scannarsi tra loro e finalmente hanno concordato sul nome del nuovo presidente dell’Autorità di Sistema...

Leggi ancora

Ets, masochismo o ignoranza?

Nel recente incontro a Roma sulla pianificazione europea dei trasporti marittimi – riferisce un approfondimento della “Federazione del mare” – il presidente di Confitarma, Mario Zanetti, ha evidenziato come la decarbonizzazione sia un obiettivo...

Leggi ancora

Sul ponte dei sospiri

No, non scrivo su quello di Venezia. Ce l’abbiamo anche noi a Livorno il ponte dei sospiri: anzi, quattro ponti dei sospiri, come scrive il direttore riportando l’accordo sottoscritto a Firenze, sul tavolo della...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio