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Dal “corridoio” tra Tirreno e Adriatico anche una lezione di storia patria

Nella foto (da sx): Il presidente dell’AdSP del Mare Adriatico Meridionale, Ugo Patroni Griffi e il presidente dell’AdSP del Mar Tirreno Centro Settentrionale, Francesco Maria Di Majo.

GAETA – A seguito del protocollo di cooperazione, sottoscritto lo scorso 30 agosto 2018, le due Autorità di Sistema Portuale dell’Adriatico Meridionale e quella che raggruppa i Porti del Lazio, stanno lavorando per rendere funzionale e competitivo il corridoio  che unisce i porti di Bari, Manfredonia e Termoli, ai porti di Civitavecchia e Gaeta, e ciò al fine di connettere trasversalmente l’Italia con la penisola iberica e quella greco-balcanica, attraverso flussi logistici inbound (precedenti il processo produttivo, riguardanti le attività di approvvigionamento e stoccaggio dei materiali) e outbound (a produzione avvenuta riguardanti attività di stoccaggio e distribuzione dei prodotti finiti). Si sta registrando un trend in forte crescita della domanda di merci che passa sui collegamenti stradali di tale corridoio trasversale, dovuta anche alla crescita dell’e-commerce che, oltre ad aumentare la domanda di trasporto merci e di infrastrutture logistiche (depositi, hub, ecc.), pone maggiore pressione trasportistica sui piccoli e grandi centri urbani.

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“Tale crescita – hanno voluto puntualizzare entrambi i presidenti delle due AdSP, il professor Patroni Griffi e l’avvocato Di Majo – dovrà, quindi, avvenire ponendo in atto misure volte a rendere sostenibile nel medio termine il trasporto su gomma, ad esempio favorendo l’uso del GNL nell’autotrasporto, attraverso la realizzazione di punti di approvvigionamento per l’alimentazione a GNL, ancora molto scarsi nel centro-sud d’Italia. In questo contesto di dinamica evoluzione, la ZES interregionale Adriatica e la ZLS laziale sono chiamate a svolgere un ruolo chiave ed essenziale per attrarre nuovi investitori interessati alle catene logistiche non solo del versante tirrenico e di quello adriatico, ma anche della Spagna, della Croazia, dei Balcani, della Grecia fino alla Turchia”.

La cooperazione tra le due Autorità sarà dunque anche finalizzata a rendere sinergiche le azioni dell’istituenda ZES della Puglia Adriatica e del Molise con la futura ZLS dei tre porti di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta.

A Gaeta, nel corso del Med Blue Economy Festival, i presidenti delle due AdSP hanno illustrato gli aspetti essenziali di questa importante cooperazione istituzionale volta a fare sistema tra due Autorità delle due sponde dell’Italia Centrale e Meridionale.

“Ma è stata anche la storia – come ricordato da Patroni Griffi – ad individuare “idealmente” un corridoio, un fil rouge, che unisce Bari e Gaeta. Due città accomunate dalla figura illustre della Regina Maria Sofia di Borbone, sorella della notissima principessa Sissi, ricordata come l’ultima regina progressista regnante del Regno delle Due Sicilie. Proprio a Bari il 1 febbraio 1859, Francesco II accolse la Regina (il loro matrimonio era stato già celebrato per procura), giunta da Trieste via mare, per poi ripartire dopo circa una mese per Napoli sempre via mare. I due sovrani si rifugiarono successivamente a Gaeta, dove, il 13 febbraio 1861, con la capitolazione della città, dopo un lungo assedio dei piemontesi, si concluse il regno delle Due Sicilie. La regina Maria Sofia ha rappresentato un’icona di modernità, una donna coraggiosa, una regina soldato nell’assedio di Gaeta, ultimo singulto di un Regno ormai morente che chiuse un’epoca e una dinastia: quella dei Borbone”.

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Pubblicato il
1 Maggio 2019

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