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Per navi più “pulite”

LONDRA – Quando l’ecologia fa rima con rivoluzione. E’ il commento dei principali operatori marittimi mondiali al recente accordo, stipulato a luglio tra la commissione europea per la protezione dell’ambiente marino (Mepc) e l’International Maritime Organization (Imo) per ridurre l’emissione dei gas serra.

Secondo l’accordo, le costruzioni navali del prossimo futuro dovranno uniformarsi all’Indice di Progettazione di Efficienza Energetica (Eedi) che varia a seconda della tipologia di navi. E secondo le interpretazioni più correnti, ciò significa che per ridurre le emissioni le nuove navi dovranno essere più grandi, più lente e con motori adatti a consumare meno carburante. Le nuove normative, ammesso che non ci siano ritardi per resistenze dell’armamento internazionale, entreranno in vigore nel gennaio 2013 per tutte le unità superiori a 400 tsl, salvo deroghe per ordini già perfezionati con i cantieri. Da sottolineare che le nuove normative Imo sono state approvate solo a maggioranza e che tra i voti contrari vanno registrati quelli di Cina e Brasile.

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A seguire l’Eedi conta di varare un’imposta sulle emissioni di anidride carbonica. Se ne discuterà a Durban alla fine dell’anno nella prossima conferenza globale indetta dall’Onu sui cambiamenti climatici.

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Pubblicato il
7 Settembre 2011

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