Peace-keeping e Marina

Compiti, capacità e punti critici della nostra armata del mare

Pierluigi Rosati

LIVORNO – “Non tutti conoscono le variegate attività ed i molteplici settori dove la Marina Militare è impegnata” ha ricordato il comandante dell’Accademia Navale di Livorno ammiraglio di divisione Pierluigi Rosati, relatore della conferenza recentemente organizzata dal Propeller Club locale. “E sono grato al presidente Ruffini per avermi dato l’opportunità di illustrarne gli aspetti e approfondire in particolare quello umanitario e di peace-keeping che oggi è di grande attualità”.

Di fronte ad una nutrita e qualificata platea l’ammiraglio ha specificato quanto sia importante evidenziare in primis una funzione della Marina Militare: quella di assicurare le vie di collegamento per i traffici commerciali. “I volumi dei traffici via mare sono quadruplicati negli ultimi quaranta anni e la tendenza è in costante aumento – ha detto – perciò la sicurezza delle vie di comunicazione marittime è essenziale affinchè si assicuri lo sviluppo della prosperità delle attività nazionali”.

La sola presenza infatti di minacce costanti come ad esempio la pirateria ed il terrorismo ha portato aumenti esponenziali nei noli delle assicurazioni, obbligatorie in alcune aree di transito, con pesanti ricadute sul costo delle merci trasportate e conseguente danno economico.

Francesco Ruffini (a sinistra) e Pierluigi Rosati

“Fra i pilastri concettuali nei quali si muove la Marina – ha proseguito Rosati – ci sono il dialogo e la cooperazione, le Marine di molte nazioni si riuniscono ormai da anni per discutere sulle problematiche che riguardano l’alto mare e per firmare protocolli d’intesa”.

Nella conferenza del Propeller, con oratore di tale prestigio e professionalità, si è discettato sulle attività della Marina Militare nel moderno contesto, complesso ed eterogeneo, dell’area di interesse strategico definita “Mediterraneo allargato” alla luce della cessata contrapposizione tra i due blocchi. L’ammiraglio Rosati ha alle spalle molte esperienze di navigazione e di comando operativo. La prima sottolineatura portata dall’ammiraglio è che in un contesto di diminuita tensione internazionale non sono diminuiti i compiti che impegnano la nostra Marina, che anzi ha sempre più numerosi ed importanti impieghi. Dai telegiornali abbiamo continuamente notizie riguardanti temi quali appunto la pirateria nel Mar Rosso e nel Golfo Persico, il traffico di armi, il controllo del flusso dei clandestini, la necessità di interventi umanitari nelle zone di grandi catastrofi (recente il caso di Haiti), il controllo delle zone di pesca; o ancora operazioni di carattere più strettamente scientifico quali l’opera cartografica di esplorazione dei fondali marini. Bene, in tutte queste citate situazioni la Marina Militare è artefice di indispensabili azioni di peace-keeping o di interventi comunque mirati alla salvaguardia dell’interesse e del prestigio nazionale. In tutti i teatri di intervento i nostri marinai usufruendo di naviglio di avanguardia tecnologica e di propria grande professionalità danno un costante e meritorio contributo alla propria nazione. Semmai, come ha sottolineato successivamente con un intervento il com.te Angelo Roma, amministratore unico della Toremar, se un rilievo si può muovere alla Marina è l’eccessiva parsimomia nel reclamizzare il proprio operato.

“Una difficoltà – ha proseguito l’ammiraglio traendo spunto da una domanda – riguarda la carenza di fondi destinati alla copertura dei tanti compiti da svolgere. Il ministro La Russa – ha detto ancora – ha positivamente avviato una riorganizzazione del modello “Difesa” per trovare le risorse necessarie. Pur tuttavia la stessa Accademia ha un 20% di carenza di personale rispetto a quanto previsto dalla tabella organica e questa problematica non riguarda la sola Accademia. Alcuni dati: la Marina dispone di naviglio di recente varo e di prestigio tecnologico, un esempio su tutti è quello della nave Cavour, la nostra portaerei ammiraglia, capace di trasportare grandi carichi ad una velocità operativa di 28 nodi imbarcando all’occorrenza corpi specializzati quali i lagunari della San Marco e personale medico e ospedaliero con attrezzature complete da trasportare in zona operativa, come recentemente successo per Haiti.

In contrapposizione a questi dati positivi c’è però un organico previsto di 34.000 unità mentre in realtà attualmente si ha la presenza di solo 32.000 effettivi, di cui 18.000 impiegati operativamente ed i rimanenti 14.000 di supporto logistico. C’è inoltre da rilevare che a seguito della sospensione della leva si è verificato un invecchiamento della media ed una presenza disomogenea a danno della scala gerarchica, con un eccesso di sottufficiali rispetto alla base dei marinai. Nonostante questi problemi “la Marina è sempre pronta quando viene chiamata” ha detto Rosati.

La conferenza dell’oratore è iniziata con un minuto di raccoglimento chiesto in memoria dei due soldati recentemente caduti in Afghanistan ed il tema di questo paese, nuova frontiera dell’occidente contro il terrorismo, è stato ancora richiamato sia per sottolineare da parte di Rosati come, in un’operazione prettamente terrestre, ci sia una grande ed efficacissima sinergia fra tutte le componenti delle forze militari, l’esercito, l’aeronautica e la marina, unite per una missione a sostegno della pace e sia per evidenziare i molti elogi ricevuti da parte del governo locale ma anche dalla popolazione indigena per l’operato svolto. “Un encomio particolare va inoltre alle donne della Marina Militare lì impegnate per l’insostituibile contributo apportato – ha proseguito l’ammiraglio – esse sono impegnate in un luogo dove i costumi locali impedirebbero altrimenti qualunque tipo di controllo ed avvicinamento della popolazione femminile e ne risultano apprezzate e ringraziate”.

Cinzia Garofoli


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