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“Costa Etrusca” ok alla fusione con Banca CRAS

LIVORNO – Il consiglio di amministrazione della Banca della Costa Etrusca, come noto, ha sottoscritto una “dichiarazione di intenti” relativa ad un possibile progetto di fusione con Banca CRAS – Credito Cooperativo Chianciano Terme – Sovicille.

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In una nota ai soci e clienti il presidente Gianfranco Balestri scrive che: “L’attuale momento economico e finanziario è particolarmente complesso ed ha rimesso in discussione certezze ed abitudini, oltre che stili di vita; è quindi importante che il territorio abbia vicino una banca con mezzi adeguati, che permettano di sostenere nel tempo nuove strategie di sviluppo e, nel contempo, minimizzare il complesso dei rischi gestionali.

L’ipotesi di fusione nasce anche dall’osservazione di quello che sta accadendo all’interno del credito cooperativo italiano ed in particolare di quello toscano, nel quale le aggregazioni stanno dando risposte coerenti ai nuovi e vecchi bisogni dei territori di competenza delle banche di credito cooperativo. La Banca della Costa Etrusca è inserita in questo contesto evolutivo ed ha il dovere di garantire una presenza «forte» e di prospettiva al territorio”.

Il piano industriale del progetto di fusione è stato di recente approvato dalla Banca d’Italia. Il consiglio di amministrazione ha così dato avvio al procedimento civilistico che culminerà nell’assemblea straordinaria dei soci, la cui decisione è sovrana.

La Banca d’Italia ha formalmente definito come “necessaria ed improcrastinabile l’assunzione di decisioni risolutive che non possono che concretizzarsi in un’aggregazione con un altro organismo bancario della categoria da realizzarsi in tempi contenuti”, disponendo “l’immediata convocazione di una riunione del consiglio di amministrazione per procedere alla definizione, entro l’8 giugno 2010, di un progetto di aggregazione”. La Federazione Toscana delle Banche di Credito Cooperativo ha poi collaborato per l’individuazione, all’interno del movimento toscano, del partner più idoneo, per caratteristiche patrimoniali e dimensioni organizzative, alla realizzazione del progetto.

L’ipotesi di fusione, se approvata dai soci, consentirà alla banca di credito cooperativo, grazie alle nuove dimensioni e al mantenimento della natura cooperativa, una maggiore operatività, una offerta più ampia di servizi e una maggiore possibilità di raccogliere ed impiegare denaro sui territori di competenza.

Non c’è quindi perdita di localismo – dice la nota di Balestri – essendo questo un principio fondamentale di tutte le banche di credito cooperativo, inteso come attività di raccolta e di impiego nel territorio di competenza, con particolare attenzione allo sviluppo economico, sociale e culturale della comunità locale.

Per meglio illustrare i fatti e le motivazioni reali, comunicate nei modi e nei tempi previsti dalle normative, i soci della banca sono stati invitati ad incontri finalizzati nelle aree di competenza della banca, giovedì scorso e ieri.

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Pubblicato il
2 Ottobre 2010

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