Nasce ServPort, l’alleanza dei servizi tecnici marittimi e portuali
Fabrizio Conni presidente, Sergio Prete sarà direttore generale

Al timone di ServPort: da sinistra, Fabrizo Conni, presidente, e Sergio Prete, direttore generale
ROMA. L’hanno chiamata ServPort ed è la nuova organizzazione nazionale che rappresenta le imprese operanti nei servizi tecnici marittimi e portuali e nelle attività specialistiche a supporto della navigazione, della sicurezza portuale e dell’operatività degli scali italiani. Insomma, raggruppa – spiegano dal quartier generale dell’organizzazione di categoria – le realtà che si occupano, oltre che di servizi tecnici marittimi e portuali, anche di «attività di battellaggio, antinquinamento, antincendio, assistenza operativa alle navi, supporto alle operazioni portuali e in tutti i servizi specialistici che contribuiscono quotidianamente alla sicurezza della navigazione, alla continuità delle attività portuali e alla funzionalità degli scali». È in gioco un ruolo di rappresentanza e coordinamento per un comparto che «costituisce un presidio essenziale per il funzionamento dei porti italiani e per la competitività dell’intera filiera logistica nazionale», com’è stato sottolineato.
Presidente di ServPort è stato eletto Fabrizio Conni: viene presentato come imprenditore con «una consolidata esperienza nel settore marittimo-portuale e da anni protagonista dello sviluppo di attività e servizi strategici per il sistema della portualità italiana in rappresentanza di Transmare». Il primo consiglio di amministrazione è composto da Giuseppe Patania, Alessandro Russo, Dedo Bernini, Domenico Ternullo e Marc Aurelio Giamboi: sono espressione di imprese operanti nei principali porti italiani e rappresentativi delle diverse competenze che caratterizzano il comparto dei servizi tecnico-marittimi.
A ricoprire il ruolo di direttore generale è stato chiamato il prof. Sergio Prete, che ha nel curriculum gli anni al timone, come presidente e come commissario straordinario, dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio: è considerato – viene messo in evidenza – «tra i maggiori esperti italiani di governance portuale, con una lunga esperienza maturata nella programmazione strategica, nella pianificazione infrastrutturale e nello sviluppo dei sistemi logistici nazionali ed europei, autore di diversi saggi sulla portualità».

Il logo di ServPort, la nuova associazione di rappresentanza delle imprese dei servizi tecnici marittimo-portuali
Nell’atto di nascita di ServPort vengono messe nero su bianco le priorità della nuova associazione: a cominciare da
- rafforzamento della sicurezza portuale,
- promozione dell’innovazione tecnologica e della digitalizzazione dei servizi,
- valorizzazione delle professionalità del settore,
- supporto ai processi di transizione energetica e ambientale,
- formazione specialistica,
- partecipazione attiva ai tavoli di confronto nazionale ed europeo sulle politiche marittime e logistiche.
A ciò si aggiunga che ServPort punta anche a «sviluppare attività di ricerca, studi, analisi economiche, osservatori permanenti e proposte normative». Con uno scopo ben definito: contribuire alla modernizzazione del sistema portuale italiano e alla crescita della “blue economy”.
È stato annunciato che nei prossimi mesi l’associazione metterà in campo «un articolato programma di relazioni istituzionali e di confronto». Con chi? Fra i soggetti da coinvolgere vengino indicati: il ministero delle infrastrutture e quello del mare, le Autorità di Sistema Portuale così come il comando generale delle Capitanerie di Porto, le organizzazioni di categoria ma anche gli operatori della logistica, dei trasporti e dell’economia marittima.
Questa nuova realtà associativa sul fronte dei porti viene alla luce è statio sottolineato presentandola al mondo – in «un momento cruciale per il sistema portuale nazionale, chiamato ad affrontare le sfide della transizione energetica e digitale, dell’attuazione degli investimenti infrastrutturali previsti dal Pnrr, della crescente competizione internazionale tra i grandi poli logistici del Mediterraneo», oltre ovviamente a dover assicurare «sempre più elevati standard di sicurezza ed efficienza operativa» (e senza contare il fatti che si è avviato il confronto parlamentare sulla riforma portuale).
Queste le parole del presidente Fabrizio Conni: «ServPort nasce per dare una voce autorevole a un settore che svolge una funzione fondamentale per il Paese. Le imprese dei servizi tecnici marittimi e portuali garantiscono ogni giorno sicurezza, continuità operativa ed efficienza ai porti italiani, contribuendo in modo determinante alla competitività della nostra economia. Oggi queste realtà scelgono di unirsi in una struttura associativa moderna, competente e fortemente orientata al dialogo istituzionale». Aggiungendo poi che, oltre a conquistare credibilità come interlocutori propositivi («del governo, del Parlamento, delle Autorità di Sistema Portuale, delle Capitanerie di Porto e di tutti gli attori della comunità marittima nazionale»), si vuole
- contribuire alla definizione delle politiche pubbliche che riguardano il settore,
- valorizzare le competenze delle imprese associate,
- promuovere una visione industriale dei servizi tecnico-portuali come fattore strategico per la crescita del Paese».
Così il commento del direttore generale Sergio Prete: «I porti rappresentano oggi uno degli asset più rilevanti per la competitività economica dell’Italia e dell’Europa. In questo scenario, i servizi tecnici marittimi e portuali costituiscono una componente imprescindibile del sistema logistico e della sicurezza della navigazione. ServPort nasce con l’ambizione di favorire una sempre maggiore integrazione tra imprese, istituzioni e stakeholder, contribuendo alla costruzione di un modello portuale più efficiente, innovativo, sostenibile e competitivo».











