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Tirrenia, parte il “siluro” della Sardegna

Dalla metà del mese parte il servizio a prezzi calmierati tra Civitavecchia ed Olbia – Intanto Fincantieri e il governo corteggiano Aponte per le costruzioni navali

ROMA – La patata bollente in mano al ministro dei Trasporti non è piccola: la gara per Tirrenia rischia davvero di saltare, per l’iniziativa del presidente della Regione Sardegna di farsi una linea propria con Saremar, a costi nettamente più bassi.

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Matteoli ha provato a gestire la situazione in termini istituzionali, ma il governatore della Sardegna Cappellacci sembra deciso a continuare sulla propria strada ed ha annunciato che dal 15 giugno la Saremar inizierà a collegare – a prezzi “stracciati” Sardegna e Continente con corse almeno su Civitavecchia e su Genova per Olbia. La conferma viene dai porti: l’Authority di Civitavecchia ha già concesso gli ormeggi per due navi noleggiate da Saremar e lo stesso ha fatto quella di Olbia. Da Genova si attendono conferme.

Ovviamente la cordata che ha acquisito – o comunque si appresta fisicamente ad acquisire – la Tirrenia non ci sta e minaccia di mandare tutto all’aria. Da qui il tentativo di mediazione di Matteoli. Intanto è significativo che in alcuni porti le società di navigazione della cordata di Tirrenia (Grimaldi, Snav-Aponte ed Onorato) sembra abbiano giù sospeso alcuni collegamenti con la Sardegna e “riproteggano” i propri clienti sulle navi Tirrenia. La conferma ufficiale non c’è ma le biglietterie confermano.

La partita di Tirrenia si sta giocando indirettamente anche in un altro campo: quello di “agganciare” gli armatori che hanno vinto la gara nella costruzione di nuove navi nei cantieri italiani, in forte crisi per la caduta verticale degli ordini in tutta Europa. Il più corteggiato al momento è Gianluigi Aponte, perché Fincantieri – che ha appena ricevuto la promessa di due grandi navi da crociera di Carnival finanziate a tasso di favore dalla Cassa Depositi e Prestiti – aspira a strappare le prossime navi dell’armatore italo-svizzero ai cantieri francesi De L’Atlantique, dove le ha sempre costruite da anni. Si riferisce che Gianluigi Aponte abbia incontrato nei giorni scorsi Gianni Letta e che questi abbia promesso condizioni “di estremo favore” all’armatore per il credito all’export, superando per la prima volta quelle offerte dalla Francia. Se la Cassa si impegnasse anche a finanziare le navi da crociera nuove di Aponte – niente da fare per le fullcontainers, i prezzi e le condizioni dei cantieri del Far East sono imbattibili – forse Fincantieri potrebbe avere ancora un po’ d’ossigeno. Ed ha suonato quasi come una promessa la dichiarazione dell’armatore ginevrino secondo cui “Fincantieri costruisce molto bene”, dopo anni ed anni in cui invece le parole di apprezzamento andavano solo ai francesi.

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Pubblicato il
1 Giugno 2011

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