Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Gas LNG come fuel per le navi?

GENOVA – Il Libro Bianco dei Trasporti – scrive nel suo blog Decio Lucano – prevede la revisione della Direttiva sulla quantità di zolfo dei combustibili per uso marittimo (dallo 0,5 allo 0,1 per cento) e le possibili azioni per la riduzione delle emissioni dei gas serra derivanti dal trasporto marittimo promuovendo energie rinnovabili e bio-combustibili.


[hidepost]

Una  sfida per identificare e sviluppare un trasporto marittimo (ancora) più sostenibile e con il minore impatto possibile sull’ambiente che rappresenta una priorità per il legislatore europeo.  Buona parte di questo dibattito riguarda il carburante del futuro e/o soluzioni tecnologiche che riducano al minimo l’utilizzo ossia la dipendenza da carburante/i, la cui composizione e/o prezzo, hanno un impatto notevole sulle scelte economiche delle aziende.  Sembra che il combustibile attuale sia difficile da “cambiare”, che  non ci sono abbastanza raffinerie o che quelle che ci sono non sono adatte per assicurare per esempio un combustibile con percentuale di zolfo adeguato a rispettare i limiti proposti nella revisione della Direttiva (basata a sua volta su valori stabiliti all’IMO). Che fare? La proposta è  passare al combustibile LNG – Liquified Natural Gas. Chi è uno dei maggiori produttori? La Norvegia che sta investendo anche molti fondi pubblici – in partnership con aziende internazionali – per lo sviluppo delle navi del futuro e le relative tecnologie necessarie come ad esempio i motori LNG (il Det Norske Veritas è all’avanguardia nella progettazione e realizzazione di propulsione dualfuel e LNG). Gli scandinavi fanno  pressing e lobbying  sulla rete infrastrutturale in Europa con il sostegno dei fondi delle Reti Trans-Europee di Trasporti. Non dimentichiamoci che il problema dell’acidità solforica è congenito e monitorato nel Mar Baltico.  Tutto questo è già in atto, potrà beneficiarne anche l’Italia? A Bruxelles si discute dell’Adriatico come di un’altra possibile area “protetta” in cui applicare i limiti sul tenore di zolfo dei combustibili. Adriatico dunque come Baltico?

[/hidepost]

Pubblicato il
29 Febbraio 2012

Potrebbe interessarti

Livorno, restituire è dura

Non c’è stato niente da fare: gli aumenti della retribuzione concessi ad alcuni funzionari dell’Authority del mar Tirreno settentrionale dall’allora presidente Luciano Guerrieri vanno restituiti. La Corte dei Conti, che su segnalazione dell’allora segretario...

Leggi ancora

Livorno, il maquillage del vecchio porto

Bisogna ammetterlo: c’è un impegno dell’Autorità di Sistema Portuale del mar Tirreno Settentrionale nella ripulitura, insomma di un tanto atteso maquillage, a Livorno all’area del Porto Mediceo, anche quella non impegnata dai grandi lavori...

Leggi ancora

Hormuz e le mine fantasma

Il dubbio, francamente, è venuto a parecchi: ma dove sono, se ci sono davvero, le micidiali mine navali che l’Iran avrebbe minato nello stretto di Hormuz? A incrementare le perplessità è arrivata una dichiarazione...

Leggi ancora

Gaudium Magnum, habemus Danieli (era ora!)

Mi dicono, dai recessi più profondi di Palazzo Rosciano, che finalmente stanno spolverano la poltrona del segretario generale dell’Authority livornese perché lunedì prossimo arriverebbe il nominato comandante Pierpaolo Danieli. Gaudium Magnum, recitano alla nomina...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio