Porte vinciane il rebus Livorno

LIVORNO – Più che di un rebus, sembra trattarsi, per le porte vinciane che condizionano da anni i fondali della Darsena Toscana, di una “incompiuta”: sulla quale si torna ciclicamente per annunciare soluzioni che invece continuano a slittare.
Se n’è parlato anche nella recente assemblea dei lavoratori portuali livornesi, con accenni polemici da parte del sindacato nei confronti delle istituzioni responsabili. Il problema è noto e non soltanto nel porto di Livorno: sia il Canale dei Navicelli sia lo Scolmatore dell’Arno, che dovrebbero sfociare in mare trasportandovi non solo l’acqua drenata dalla piana di Guasticce ma anche tutti i residui melmosi, di fatto trovano un “tappo” sulla linea di costa e scaricano buona parte dei fanghi proprio in Darsena Toscana perché le porte vinciane che dovrebbero essere quasi sempre chiuse sono invece da anni sempre aperte.
[hidepostE’ vero che l’Autorità portuale più di un anno fa ha realizzato un intervento di dragaggio della bocca a mare del sistema, togliendo parte del “tappo” di sabbia e fango. Ma è anche vero che sono bastati pochi mesi d’inverno perché il “tappo” fosse di nuovo ricostituito: a danno della Darsena Toscana che – con le porte vinciane rimaste aperte malgrado tutti gli impegni sottoscritti dalle istituzioni e “benedetti” dalla stessa Regione Toscana – continua a ricevere giornalmente quintali di fanghi che ne riducono i fondali.
Perché le porte non vengono chiuse, come da accordi e protocolli? Le giustificazioni ufficiali, a protocolli firmati da tempo, parlano di porte costruite male, che si aprono in senso inverso alla logica, e che comunque hanno bisogno di interventi sostanziosi sia alla meccanica sia al fondale relativo per poter operare. C’è di più: il Canale dei Navicelli è una importante via d’acqua verso la Darsena pisana, dove i recenti insediamenti di grandi cantieri nautici e il continuo flusso di materiali (e verso il mare di scafi semifiniti) mal si concilia con la permanente chiusura delle porte vinciane. Una soluzione sembrava poter essere l’apertura dell’Incile alla confluenza tra il Canale dei Navicelli e l’Arno a Pisa: apertura che tra l’altro rientrerebbe tra le “compensazioni” sul territorio promesse da Olt in relazione all’entrata in funzione del rigassificatore al largo della costa: ma che sta ritardando come ritarda tutto il programma del rigassificatore. Con l’apertura dell’Incile il Canale dei Navicelli potrebbe finalmente sfociare in Arno che è navigabile fino al mare, sia pure anch’esso con una pericolosa “soglia” da tenere permanentemente dragata. Oggi tuttavia questa soluzione è ancora lontana, per cui le porte vinciane sulla darsena Toscana rimangono permanentemente aperte, la Darsena Toscana s’insabbia altrettanto permanentemente e il porto rimane condizionato ai fondali variabili. Il tutto nel silenzio quasi assoluto delle istituzioni, che dopo la firma dei vari protocolli sembrano a tutt’altre faccende affaccendate.
A.F.

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