L’amm. Angrisano al Senato no a nuove incerte competenze

In discussione il testo della nuova legge sulla tutela del mare – Il consuntivo della tutela delle coste e delle aree protette.

Felicio Angrisano

ROMA – Le Capitanerie di porto sono e devono rimanere il braccio operativo dell’ambiente per la tutela delle aree marine protette. E’ questa la sintesi dell’audizione del comandante generale del corpo ammiraglio Felicio Angrisano alla XIII commissione permanente del Senato sul disegno di legge per la riforma della 394/91 sull’ambiente marino. Pubblichiamo qui di seguito l’abstrac dell’audizione.

Sono grato di poter offrire il punto di vista del comando generale sul progetto di riforma della legge sulle aree protette, occasione che mi consente di testimoniare il ruolo e la funzione che il corpo storicamente svolge a tutela dell’ambiente e dell’ecosistema marino nella sua interezza.
Dopo aver ricordato che già la legge 963 del 1965 aveva conferito al Corpo le funzioni tuttora concernenti: la vigilanza e controllo in materia di tutela dell’ambiente marino e costiero, incentrati sul ruolo di direzione del comandante del porto, il coordinamento e la condotta, a livello “locale”, degli interventi di lotta all’inquinamento inclusa la potestà di dichiarare l’emergenza locale per l’impiego diretto delle risorse strumentali pubbliche e private disponibili; il concorso, quale soggetto tecnico di riferimento, per la gestione dell’emergenza nazionale, nel quadro del piano nazionale antinquinamento; l’emanazione dell’atto di diffida ai comandanti delle unità che si siano rese responsabili di condotte inquinanti.
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