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Ecco le ipotesi di trasferimento delle barche dal porto Mediceo

La concessione demaniale per il “marina” apre il dibattito sullo spostamento dei circoli e dei loro accosti nell’area interessata – La banchina 75 e lo specchio a nord del pontile Elba

LIVORNO – La conclusione del lungo, lunghissimo iter per la concessione del Mediceo e della Darsena Nuova al progettato “marina” del gruppo Azimut/Benetti, ha già aperto il dibattito – a lungo tenuto sottopelle proprio in attesa delle scelte dell’Authority – sul dove potranno essere rischierate le centinaia di imbarcazioni oggi all’ormeggio nelle aree interessate. Come noto, l’iter della concessione demaniale sta partendo con l’integrazione del progetto del “marina” e con la conseguente conferenza dei servizi.
[hidepost]Ma il dado è tratto e la scelta ormai è ufficiale. Sono ancora incerti i tempi, con l’ipotesi più probabile di un avvio dei lavori nel 2017. Ma è logico pensare che si debba decidere il prima possibile dove sistemare le barche che dovranno andarsene. Sia quelle che potranno poi trovare di nuovo posto nel ”marina” come clienti, sia quelle che non lo faranno.
L’ipotesi prevalente (che appare anche delineata nel rendering qui sopra) è l’utilizzo della darsena tra la banchina 75 e il superbacino di carenaggio. Con qualche dubbio: sia perché l’area suddetta non sembra sufficiente a tutti, sia perché la banchina 75 serve ancora alle crociere e per una parte non minimale alla radice è rivendicata anche dalla Guardia di Finanza (il che non appare nel rendering). L’altra ipotesi era quella di spostare progressivamente le barche a nord del prolungato pontile Elba (nel rendering l’area è vuota) praticamente nello specchio d’acqua tra il lato nord del pontile Elba e il lato sud del molo Capitaneria. Un’area oggi utilizzata dal traghetto della Toremar per Capraia; per il quale l’unica alternativa potrebbe essere – se questo specchio d’acqua venisse utilizzato per i pontili galleggianti dei circoli – forse soltanto la parte nord del molo Capitaneria ma con la necessità di trovare un sistema (pontone?) per abbattere il portellone. Non facile, dicono gli esperti, ma possibile
Altre ipotesi? Nei mesi passati, ce ne sono state più d’una, ma quasi tutte poco realistiche. Compresa quella del porto turistico della Bellana, ancora allo stadio di idea affascinante ma poco di più. Si può dire dunque che il problema rimane aperto. E che si aspettano, con crescente preoccupazione, indicazioni ufficiali e credibili.
A.F.

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Pubblicato il
2 Aprile 2016

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