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La grande speranza del Gottardo più treni anche verso i nostri porti?

La speranza è che arrivino sul Tirreno anche le merci del centro Europa, la preoccupazione è che succeda il contrario – E intanto corre anche il grande raccordo ferroviario tra la Cina e il mare del nord che dimezza i tempi della tratta navale

ROMA – C’erano i capi di governo di tre paesi significativi per l’economia della UE, all’inaugurazione dei 57 km del traforo del Gottardo: Angela Merkel, Francois Hollande e Matteo Renzi, oltre naturalmente al presidente della confederazione elvetica ospite della cerimonia Johann Schneider-Ammann.
[hidepost]E anche se il più lungo tunnel alpino del mondo sarà operativo solo a fine anno, il mondo della logistica ha capito che sta arrivando uno scossone epocale. Strano che sui porti – salvo Genova, che ovviamente si sente protagonista – l’evento sia passato quasi in sordina. Basta per capirne l’importanza solo una cifra: il transito dei treni cargo tra il Nord Europa e l’Italia (e viceversa) con il tunnel passerà da 180 a 260 al giorno. Rimane da vedere se saranno più quelli con le merci in arrivo o quelli con le merci in partenza. Ed è questo il vero gioco dell’economia nazionale dei trasporti.
L’asse ferroviario Rotterdam-Genova, che da dicembre diventerà davvero un’occasione importante anche per l’alta velocità permetterà ai convogli cargo, ha fatto dire al nostro Renzi – come sempre immaginifico – che i porti dell’alto Tirreno possono ormai considerarsi anche un po’ svizzeri”. Va preso come auspicio di funzionamento “svizzero”, ovvero di precisione? Alle prese con una riforma portuale che per molti è già pasticciata, l’Italia sa che il Gottardo può essere una grande occasione, ma anche una reale minaccia: se invece di portare traffico dal nord ai nostri porti farà correre verso il range nord-europeo le nostre merci, sarà un altro smacco. Auguriamoci di no. Ma è il piano nazionale delle ferrovie italiane il discrimine che potrà darci il successo o meno.
Nell’euforia dell’inaugurazione, pochi hanno ricordato che l’asse ferroviario tra la Liguria e Rotterdam sta per entrare in competizione con un altro asse ferroviario ancora più costoso e significativo, che tra l’altro ha impiegato metà degli anni per realizzarsi: il collegamento dalla Cina al mare del Nord, che nel 2014 ha già toccato Amburgo e Duisborg e si sta proiettando ormai anche verso il sud, con obiettivi Madrid e Lione. Già oggi sono previsti 15 giorni tra la partenza dalla Cina all’arrivo, contro i 40 di media il percorso navale. Se i porti del Mediterraneo non si sveglieranno davvero, sfruttando la minor distanza marittima rispetto al nord Europa, saranno davvero guai. Entro il 2020 i treni merci attraverso il Gottardo trasporteranno 49 milioni di tonnellate di merci all’anno (+21%). Domanda da ripetersi: verso nord o, auspichiamo noi italiani, anche verso sud?
A.F.

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Pubblicato il
8 Giugno 2016

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