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Piombino, il porto (di “sistema”) delle attese

PIOMBINO – Un ex porto dell’Elba che è diventato un grande porto, con fondali fino a 20 metri – che nessuno dei porti tirrenici da Civitavecchia in su già dispone – e con piazzali, attracchi e prospettive di insediamenti da far invidia. Eppure sul porto di Piombino grava una fitta nebbia di immobilismo. L’Autorità portuale del Tirreno settentrionale, presieduta da Stefano Corsini, sta lavorando sulle problematiche più complesse: dalle autorizzazioni all’ATI tra Neri e Cantieri San giorgio del porto per creare un grande sito di demolizioni e  ristrutturazioni navali, con i mille ritardi creati da una burocrazia sia nazionale che regionale; da parte della Regione e di Roma si parla di un avvio rapido della famosa, attesissima “bretella” di collegamento del porto con la rete nazionale, a più riprese vengono avanti proposte di decentrare a Piombino traffici che a Livorno non trovano spazi, nel quadro di un “sistema” che per il momento è più una speranza che una realtà. Insomma a Piombino tutto o quasi è fermo: a cominciare dall’intricata, amara vicenda delle acciaierie. E dalla mancanza della sospirata “bretella” autostradale, più un collegamento ferroviario davvero ad alta capacità.

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Eppure guardando la mappa del porto di oggi si capisce come ci siano potenzialità enormi. Tanto che l’armamento più interessato, quello che fa capo alle compagnie del gruppo Onorato, ha potenziato e continua a potenziare i propri servizi, allargandosi anche a realtà terminalistiche nuove. È il caso dell’ingresso dell’armamento Onorato nella Tuscany , con il 33% delle quote. Ma non è il solo movimento che riguarda il secondo porto del “sistema” livornese. Prende piede, anche con i recenti suggerimenti del presidente dell’Asamar Enrico Binistalli, l’idea già a suo tempo lanciata dall’ex manager di banchina della Zim Angelo Roma per un servizio di transhipment che consentirebbe alle navi portacontainers dell’ultima generazione – grazie ai fondali di 20 metri – di scaricare migliaia di Teu alla volta, da far ripartire poi con navette feeder verso i porti vicini con pescaggi minori. Una altrenativa almeno provvisoria in attesa della Darsena Europa. Solo un sogno di mezz’inverno?

A.F.

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Pubblicato il
17 Gennaio 2018

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