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La Toscana protagonista dell’economia circolare

MILANO – Scarti tessili che da rifiuti diventano fashion, imballaggi che trovano una nuova vita nell’arredo urbano, fondi di caffè usati per coltivare funghi, lombrichi utilizzati per concimare il terreno: sono solo alcuni esempi di economia circolare che rendono virtuosa la Regione Toscana.

Lo racconta Ecodom, il principale Consorzio italiano per il recupero dei RAEE, che insieme a CDCA (Centro di Documentazione sui Conflitti Ambientali in Italia) sta raccogliendo esperienze virtuose d’impresa nell’Atlante Italiano di Economia Circolare (www.economiacircolare.com), una piattaforma web georeferenziata, interattiva e in continua evoluzione.

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Centro Lombricoltura Toscano (San Giuliano Terme – PI) produce e commercializza Humus di Lombrico (il vermicompost) per creare un circolo virtuoso di rifiuti partendo da uno scarto completamente naturale da destinare all’agricoltura e al giardinaggio. Nell’ottica di un “riciclo a Km zero” l’impianto di lombricoltura è alimentato con rifiuti organici.

Revet (Pontedera – PI) raccoglie, seleziona e prepara per il riciclo 5 tipologie di imballaggi. In particolare riciclando gli imballaggi di plastica mista realizza profili destinati all’arredo urbano (panchine, fioriere, pavimentazioni, giochi per bambini) in sostituzione del legno.

Funghi Espresso (Firenze) produce funghi freschi utilizzando fondi di caffè di bar e ristoranti, usati come substrato per la coltivazione.  Una volta finita la coltivazione e prodotti i funghi, il substrato diventa un ottimo ammendante organico per l’agricoltura e può essere utilizzato come compost per le piante e humus di lombrico, chiudendo così il ciclo del caffè.

Tyrebirth (Firenze) si occupa della produzione di impianti di pirolisi a microonde di pneumatici fuori uso. L’impianto produce materie prime seconde solide come il carbon-black (utilizzato come rinforzante per nuovi pneumatici o come pigmento per materie plastiche), liquide sotto forma di olio combustibile a basso tenore di zolfo (usato come combustibile marino, per generatori di E.E. e/o per caldaie) e gassosi in miscele di metani e propani e una porzione di idrogeno (utilizzati in cogenerazione per produrre circa il 70% del fabbisogno energetico).

Lucart (Porcari – LU) è una delle prime aziende ad aver sviluppato negli anni ’80 la tecnologia della disinchiostrazione delle carte da riciclare. Dal 2013, con il progetto Natural, ha creato in collaborazione con TetraPak ® il primo impianto in Italia in grado di separare e recuperare tutti i materiali che compongono i cartoni per bevande tipo Tetra Pak, per recuperare fibre di cellulosa non sbiancata, componente di Polietilene e Alluminio ecc. Negli ultimi 4 anni ha recuperato oltre 2,8 milioni di cartoni per bevande da un litro che, se stesi, equivalgono a una distanza pari a 16 volte il giro della Terra: più di 1,2 milioni gli alberi salvati per un valore pari a una superficie di 4.200 campi da calcio, oltre 73.000 tonnellate di CO2 che equivalgono alle emissioni prodotte da più di 578.000 viaggi in auto Roma-Milano.

Rifò (Prato) rigenera fibre tessili nobili come il cashmere attraverso un processo che prevede la selezione del colore  da parte degli artigiani, la conversione in fibre di lana e in filati degli scarti tessili stracciati e il confezionamento in accessori.

Queste storie, ma non solo, potranno essere raccontate, entro il 31 maggio, da giornalisti, videomaker, fotografi, scrittori, storyteller con quattro diversi linguaggi – video, foto, radio e scrittura – partecipando al concorso annuale lanciato da Ecodom e CDCA, patrocinato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e dall’Ordine Nazionale dei Giornalisti (http://www.economiacircolare.com/bando/). I quattro vincitori, uno per categoria, saranno selezionati da una giuria formata da esperti del mondo dell’informazione e della cultura, come Andrea Segre, regista di film e documentari per i video, Giulia Tornari, dell’agenzia fotografica Contrasto per le foto, Florinda Fiamma, giornalista culturale per la radio, Giuseppe Rizzo, giornalista di Internazionale per la scrittura.

In Toscana nel 2017 Ecodom ha raccolto 9.735 tonnellate di RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), da cui sono stati ricavate 6.009 tonnellate di ferro, 176 tonnellate di alluminio, 186 tonnellate di rame e 845 tonnellate di plastica da reinserire nel ciclo produttivo: con queste materie prime seconde potrebbero essere realizzati 600.000 cerchioni di automobile, più di 2,3 milioni di cestini da ufficio di plastica, 207.000 caffettiere di alluminio e 209 km di cavo di rame. Il corretto trattamento di questa tipologia di rifiuti ha permesso di risparmiare 8,7 milioni di kWh di energia elettrica, pari al consumo annuo di 8.200 abitanti, e di evitare l’emissione in atmosfera di 65.046 tonnellate di anidride carbonica.

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Pubblicato il
2 Maggio 2018

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