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Porto 2000 il coraggio e don Abbondio

LIVORNO – Ormai è quasi un mantra: la lunga attesa per la formalizzazione della gara per la Porto 2000 sta per finire. È passato più d’un anno dall’aggiudicazione provvisoria, in questo periodo c’è stato un pudico silenzio dei soci titolari della Spa delle crociere, un silenzio poco compreso da parte dei vincitori (l’ATI tra le società dei gruppi Msc e Onorato) e una ridda di indiscrezioni, ipotesi, malignità. La voce più corrente era che l’ANAC di Raffaele Cantone avesse trovato qualche problemino in una delle società vincitrici: problemino e non problema, tanto da richiedere un supplemento di informativa. In un anno e più – sempre secondo le indiscrezioni – è stato tutto un chiedere pareri legali, pareri ministeriali, pareri illuminati, forse anche al Padreterno. Qualcuno si è domandato se non sarebbe stato il caso di assumersi la responsabilità di decidere, Cetera Tolle: del resto si tratta di avviare un programma che vale per l’economia del porto e della città 100 milioni di euro, non bruscolini. E procrastinarne l’avvio è servito solo o comunque a favorire i porti concorrenti.

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Può anche darsi che il nostro sia un giudizio ingeneroso, o superficiale: del resto non siamo dentro alle segrete cose. Ma lo stesso Cantone qualche giorno fa ha ammesso che il “codice degli appalti” ha creato e sta creando ritardi, proponendo una “messa a punto” delle norme ANAC. Per il resto, non si può che ricorrere al Manzoni, quando faceva dire al suo don Abbondio “il coraggio non s’inventa per chi non ce l’ha”.

Antonio Fulvi

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Pubblicato il
20 Giugno 2018

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