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Marchietti toscani sull’economia. Ma servono davvero?

Da un lettore più volte intervenuto in chiave critica su queste colonne, ci arriva questa nota che riteniamo utile pubblicare.

“Rido … per non piangere. Leggo adesso la notizi(on)a che la Regione Toscana ha lanciato “due nuovi marchi a sostegno (sic!) dell’economia del mare, della balneazione e delle sue realtà nascoste”: Costa Toscana e Isole Toscane. In realtà, a mio parere, il “sostegno” è rivolto principalmente a giustificare l’esistenza dell’agenzia regionale “Toscana Promozione Turistica”, una delle centinaia di enti e fondazioni di dubbia utilità create dal nostro Governatore Rossi che io ritengo il miglior creatore di poltrone d’Italia.

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Poiché sono certo che fa tutto in buona fede come, ad esempio, la diffusa (dis)organizzazione del personale dei vari enti, mi permetto di rivolgergli, per l’ennesima volta, l’invito a contattarmi affinché io possa mostragli (gratuitamente) come fare veramente gli interessi dei cittadini toscani. Tuttavia, è giusto anche ricordare che un po’ mi ha già dato retta quando, seguendo un mio annoso consiglio, è passato a tre Asl regionali (ma io, più volte, avevo detto una). Naturalmente, avendo solo una laurea in filosofia e quasi nulla esperienza lavorativa, lui ha mantenuto la (dis)organizzazione delle Asl così come negli altri enti regionali. Concludo, ripetendo un altro mio vecchio consiglio: chiuda il Lamma e lo incorpori in Arpat. In questo modo si risparmierebbe subito una poltrona (con annessi e connessi) e sarebbe anche l’occasione per riorganizzare l’Arpat dove, sempre a mio parere, si potrebbero realizzare notevoli risparmi.

Gennaro (Roberto) Ceruso

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Pubblicato il
4 Agosto 2018

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