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Sul “sistema dei sistemi portuali” West già pronta una bozza di “Position Paper”

Nella foto: Il sindaco Giuliani, il presidente Corsini, i presidenti di Federmanager Paolo Cannavò e Claudio Tonci, l’assessora comunale Martini, la presidente Roncallo, il presidente di Majo e il nostro direttore Fulvi.

LIVORNO – Federmanager e Autorità portuale di sistema in piena sintonia sulla necessità che i sistemi portuali “facciano sistema”. Dal convegno di venerdì scorso in Fortezza Vecchia, ulteriormente arricchito dal veloce ma esaustivo passaggio del viceministro del MIT Edoardo Rixi, è uscita unanimità di assenso sul “sistema dei sistemi”. Parole, certo. Ma anche qualche impegno concreto se, come ha detto Stefano Corsini, c’è già in gestazione una bozza di “Position Paper” che avrebbe avuto l’ok delle quattro Autorità di sistema per ora coinvolte. Civitavecchia, Livorno, La Spezia e anche Genova, che in Fortezza Vecchia ci ha dato buca, ma il cui presidente Signorini ha assicurato il proprio appoggio.

Nella foto: Il viceministro Rixi, il presidente Corsini e l’ammiraglio Tarzia.

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Le cronache dei quotidiani – Il Telegrafo per mia mano, il Tirreno per mano del capocronista Alessandro Guarducci e di Flavio Lombardi – hanno riferito, sia pure con qualche diversità di ottica, sul dibattito. Troverete qui a fianco una sintesi delle sintesi. Due però gli elementi sui quali ci sentiamo di insistere su queste colonne. Il primo: malgrado la riforma Delrio prevedesse fin dall’istituzione (decreto 169/2016) una “conferenza nazionale di coordinamento” delle AdSP, questo coordinamento ad oggi rimane più un’aspirazione che una realtà, per cui è bene almeno cominciare per aree omogenee.

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Il secondo: coordinarsi tra istituzioni è facile a dirsi, ma non altrettanto a farsi; e lo sanno bene sia i presidenti intervenuti in Fortezza Vecchia – Francesco Maria di Majo, Carla Roncallo e Stefano Corsini – ma anche le altre istituzioni e tutti gli operatori privati. E’ stato solo un disguido, o l’assenza di un rappresentante delle due regioni – pur invitate – ha avuto un significato? E il pacato ma urticante intervento del direttore marittimo della Toscana contrammiraglio Giuseppe Tarzia, va letto solo come sollecito a un chiarimento legislativo delle competenze all’interno di ogni “sistema”? Sebbene sia stato evitato accuratamente ogni riferimento allo scontro tra Autorità sul caso del terminalino Grimaldi in Darsena Toscana, la vicenda – ancora in mano alla magistratura penale – è il paradigma di una sinergia dentro lo stesso porto che è un’Araba Fenice. Ovvero, che ci sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa.

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Non scherziamoci sopra, quella dei confini di competenza è una faccenda maledettamente seria. Tanto quanto la necessità di metter mano al Codice degli appalti – condannato dallo stesso viceministro Rixi – e di tagliar le unghie a una burocrazia ormai diventata fuori controllo. Va riconosciuto ai partecipanti alle due tavole rotonde organizzate da Federmanager – e al suo presidente Claudio Tonci, assistito in tutto il percorso dal suo vice Fabrizio Ceccherini – di essersi mantenuti in tema, evitando le parecchie zone d’ombra che sul porto e sui porti fatalmente non mancano. Però qualche grido di dolore – o almeno: sussurro – c’è stato: come l’interrogativo di Alberto Ricci, Confindustria Livorno & Carrara, sul perché la gara per la Porto 2000 sia rimasta congelata da quasi un anno. Risposte? Un silenzio tombale. O come il fatto che Gina Giani abbia sì difeso con la consueta bravura il “sistema” aeroportuale tra Pisa e Firenze, ma abbia sfumato (o taciuto, se preferite) l’assoluta mancanza di collegamenti rapidi tra Pisa e Livorno, che è pure la seconda città della Toscana, e il realismo di una soluzione tipo tramvia veloce tra Firenze e Pisa invece di insistere su una “pistona” fiorentina che continua ad essere osteggiata dal territorio.

Temi marginali, va detto: perché Federmanager ha insistito – supportata dall’AdSP livornese, sul “progetto di collaborazione” tra le quattro Authority portuali. Ma le uscite dal seminato non sono state sul sesso degli angeli, hanno investito temi reali. E anche per questo, il convegno non è stato un mero esercizio di aspirazioni teoriche ma si è calato sulla realtà. Sperando che non finisca tutto qui.

Antonio Fulvi

LIVORNO – La prima tavola rotonda, quella coordinata dal nostro direttore sul tema dei traffici portuali, è stata di fatto preminente rispetto alla seconda, sui traffici croceristici e le autostrade del mare coordinata da Alessandro Guarducci de Il Tirreno; ma solo perché agli interventi dei tre presidenti delle AdSP – Carla Roncallo, Enrico Maria di Majo e Stefano Corsini – e a quelli dei due Comuni livornesi, Francesca Martini a nome del sindaco Nogarin e Massimo Giuliani sindaco di Piombino – è seguito immediatamente l’arrivo e il coinvolgimento del viceministro Rixi. Che ha ovviamente monopolizzato il dibattito sui temi nazionali, sui sistemi e le tante storture della logistica.

Crociere e Autostrade del mare hanno avuto anch’esse il loro spazio, in particolare perché sia Rixi, sia Corsini che il presidente della Porto 2000 Luciano Guerrieri ne hanno parlato come un’opportunità da coltivare e incrementare, non solo sui porti principali – e Carla Roncallo ha riferito sulle prospettive anche per Marina di Carrara – ma anche sulle isole, in un territorio tirrenico e ligure che offre più d’una grande bellezza. Per di Majo, che ha soltanto accennato ai problemi del suo rissoso “sistema”, è altrettanto importante coordinare la portualità del Tirreno con quella dell’Adriatico, in attesa che gli strumenti nazionali previsti dalla riforma avviino sul serio un coordinamento generale. L’assessora Martini da parte sua – e il sindaco Giuliani di rinforzo – hanno ricordato che parlare di coordinamento tra sistemi è legittimo e auspicabile, ma sembra un pò poco realistico quando i sindaci dei territori vengono esclusi dalla gestione portuale. Tanto che – vedi Piombino – si arriva all’assurdo di un mega-porto con immensi piazzali e banchine a 20 metri di pescaggio ma pressoché inutilizzabile perché non c’è una bretella superstradale o un raccordo ferroviario adeguato. Quello che potrebbe succedere per la scandalosa strozzatura del Calambrone – se davvero il sogno livornese della Darsena Europa potesse realizzarsi in tempi brevi. Ipotesi peraltro assai peregrina visto che lo stesso Rixi ha onestamente glissato proprio sui tempi.

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Pubblicato il
12 Dicembre 2018
Ultima modifica
18 Dicembre 2018 - ora: 16:54

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