Dalla sedicesima Espo a Livorno il gap del mondo dei porti europei

Nella foto (da dx): Il governatore della Toscana Enrico Rossi e il commissario Pietro Verna.

LIVORNO – La sedicesima edizione di Espo, l’associazione dei porti d’Europa, non a caso aveva come titolo Europe’s ports in a new world. E nella due giorni al teatro Goldoni, gratificata anche dagli interventi del ministro italiano alle infrastrutture Danilo Toninelli e del suo vice Edoardo Rixi, il New World verso cui i porti europei marciano è sembrato davvero un mondo portuale alla fine dei mondi che conosciamo. Nella sostanza, come è stato detto sia dal chairman di Espo Eamonn O’Rewilly, sia dallo stesso Daniele Rossi presidente di Assoporti e dai tecnici, il sistema dei porti europei è vecchio di cinquant’anni e deve fare un enorme salto solo per adeguarsi ai ben più prestazionali sistemi del Far East. Il memorandum di Espo al prossimo nuovo governo dell’Eu, presentato da Isabelle Ryckbost, la dinamica segretaria generale dell’organizzazione dei porti, intende spingere l’Europa ad accelerare, razionalizzare e specialmente uniformare il suo sistema.

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