Il tesoro del galeone nel mare di Camogli

Nella foto: Una parte delle monete d’oro recuperate sul relitto del Polluce all’Elba.

GENOVA – La suggestione dei relitti navali carichi di preziosi continua ad essere una delle più diffuse in tutto il mondo: alimentata anche dai reali ritrovamenti che in alcuni casi hanno permesso di mettere le mani su incredibili tesori. Il recupero davanti all’Elba del tesoro del napoletano “Polluce” è stato a lungo un esempio calzante: come quello della “Segnora de Antocha” nei Caraibi che ha fatto ricco Mel Fisher una trentina di anni fa.

Oggi si parla molto del relitto di un galeone, in ottimo stato di conservazione, scoperto casualmente poche settimane fa davanti a Camogli. Secondo Il Secolo XIX, che gli ha dedicato alcuni servizi, potrebbe appartenere alla nave mercantile “Santo Spirito e Santa Maria di Loreto”, affondata il 29 ottobre del 1579 nel tratto di mare tra Punta Chiappa e San Fruttuoso – “La suggestione è forte – ha scritto il giornale genovese – ma ancora più importante e certo è lo stato di conservazione del fasciame ligneo ritrovato, che ne fanno certamente il ritrovamento più importante in Italia e tra i primi cinque dell’intero Mar Mediterraneo”.

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