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Solo spiccioli ai terminal portuali dall’atteso Decreto sul Rilancio

Luca Becce

ROMA – Due decreti legge in dirittura d’arrivo, e sia sulla Semplificazione che sul Rilancio piovono sul governo più critiche che consensi. Forse fa parte delle cose naturali: dice un vecchio proverbio marinaresco che “chi è in mare naviga, chi è a terra critica”. Chiaro il senso. Ma secondo il presidente di Assiterminal Luca Becce, c’è la conferma che nella nostra classe politica l’importanza della logistica, anche sul piano dell’economia pura e dell’occupazione, sia una specie di Araba Fenice. “Che ci sia ciascun lo dice / dove sia nessun lo sa”.

Presidente Becce, siete profondamente delusi. Perché?

“Perché un decreto che vuole aiutare il rilancio dell’economia ignora ancora una volta, praticamente in toto, il settore della logistica e le problematiche dei terminal portuali, che sono nodi fondamentali proprio per il rilancio. Nello stanziamento previsto dal governo è prevista a supporto dei terminal, art. 199, l’elemosina di 10 milioni di euro, per di più con una modalità che rischia di aprire una rissa tra porti. Ci era stato promesso un emendamento a 40 milioni, ancora poco ma con criteri più accettabili. Niente, è saltato malgrado le assicurazioni delle varie commissioni, da destra e da sinistra”.

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Lei ha ironizzato, in un messaggio che riportiamo in 1° pagina, sui monopattini…

“Il decreto assegna 100 milioni ai monopattini e 10 ai terminal portuali. Siamo davvero all’assurdo. Che passino ai monopattini anche i 10 milioni dell’elemosina. Così siamo sicuri del rilancio dell’Italia…”

Lei parla di assicurazioni ricevute per i 40 milioni.

“Con un lungo lavoro avevamo finalmente concordato con le commissioni camerali non solo i 40 milioni ma anche e specialmente il come gestirli: attraverso un fondo affidato al coordinamento nazionale delle AdSP, con criteri che garantissero l’equità, sulla base della riduzione dei traffici registrata durante la crisi Covid. Riduzioni che per i terminal crociere sappiamo essere del 100%, per altre tipologie dal 20% al 40%. Niente, si rischia una guerra tra poveri per pochi spiccioli”.

“L’emendamento che regola l’autoproduzione nei porti previsto nel Decreto Rilancio è passato. Ringraziamo tutti i deputati che con grande senso di responsabilità lo hanno votato”. Così Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti che proseguono: “Questa norma di grande civiltà che rivendicavamo da 20 anni, consentirà uno sviluppo migliore dei traffici Ro-Ro in tutti i porti italiani, rafforzando l’intero sistema attraverso la tutela dei diritti dei lavoratori contro lo sfruttamento, salvaguardando l’equilibrio degli organici dei porti, garantendo servizi efficienti e in sicurezza.

“Infine, esprimiamo soddisfazione anche per le risorse messe a disposizione a favore delle imprese art. 17 a seguito delle mutate condizioni economiche per il consistente calo dei traffici dopo l’emergenza sanitaria”.

Quanto durerà questa pesantissima crisi?

“È difficile rispondere, con gli elementi che oggi conosciamo. Sul piano della portualità e dei terminal, le difficoltà sono molte: e chi ha le spalle più larghe ha più capacità di tamponarne almeno una parte. Voglio sottolineare che la crisi della logistica è stata successiva, non contemporanea al lockdown. È dalla fine di marzo che il calo dei traffici è diventato pesante: con le note conseguenze, anche per l’obbligo del distanziamento sociale che ha ridotto la produttività”.

Nel Nord Europa e in Asia però sembra ci siano conseguenze minori.

“L’Asia fa caso a sé, anche per le regole del lavoro: la crisi ha colpito tutti, ma i porti che hanno meglio saputo anticipare l’automazione hanno subito meno l’impatto. In Italia siamo in ritardo su questo aspetto: solo Vado sta operando in questo senso e si parla di calata Bettolo e pochi altri.”

Ma l’automazione o semi-automazione non crea rischi sociali?

“Si tratta solo di un cambio di cultura: meno blue collar, più white collar. Anzi, possono nascere specializzazioni più produttive per i lavoratori, come retribuzioni e come gratificazione. Il mondo sta cambiando, noi non possiamo restare fermi e sperare nei monopattini.”

A.F.

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Pubblicato il
8 Luglio 2020
Ultima modifica
10 Luglio 2020 - ora: 14:18

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