Provinciali e le piccole cose da chiarire

Massimo Provinciali

LIVORNO – Massimo Provinciali, segretario generale dell’AdSP del Nord Tirreno, ha mantenuto la promessa di un incontro faccia a faccia per darci le sue risposte ai temi posti su queste colonne una settimana fa con il titolo effettivamente urticante di “Piccole cose portuali di pessimo gusto”.

Posso fare, all’inizio invece che alla fine, una sintesi estrema del suo pensiero? La riassumerei con una vecchia battuta da marinai, ovvero: “Chi è in mare naviga, chi è a terra critica”. Tradotto, se ce ne fosse il bisogno: facile criticare quando non si è impegnati sui problemi e si guarda tranquillamente dal fuori. È un po’ la trasposizione dell’altro detto nichilista: “Chi non fa non falla”. Amen.

Veniamo alle cose serie. L’allineamento delle retribuzioni tra le due ex Autorità Portuali di Piombino e Livorno, confluite come noto nello stesso “sistema”, è la conclusione – ci ha detto Provinciali – di un processo d’integrazione sul contratto cominciato, in sostanziale ritardo, solo nel 2019, e con l’obbligo di legge di salvaguardare i diritti acquisiti dei piombinesi, che avevano nella media retribuzioni più alte. L’integrazione ha comportato una lunga trattativa, ovviamente per allineare i livornesi che prendevano meno, ma anche per stabilire doveri analoghi come gli orari di lavoro, e senza arretrati come chiedevano i sindacati livornesi. In quanto alla trattativa individuale delle retribuzioni dei dirigenti – ha sempre specificato Provinciali – fa parte del contratto di lavoro, che ha visto anche interventi “limitativi” dei revisori dei conti. Un dettaglio: Provinciali ha detto di voler difendere il lavoro fatto su questi temi da altri, nei tempi in cui lui non c’era. Lavoro che peraltro lui non solo difende ma condivide e che forse andava fatto anche prima.

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Bacini di carenaggio: ne riferiamo a parte su queste stesse pagine perché finalmente siamo allo sblocco della gara, con l’aggiudicazione formale ad Azimut/Benetti in joint venture con i riparatori livornesi. È una storia andata troppo per le lunghe, ha ammesso Provinciali, ma perché è stata infarcita di ricorsi al TAR, di interventi interpretativi, di consultazioni a Roma e così via. Tutto secondo legge: ma ci sono – questo lo diciamo noi – leggi buone e leggi non buone.

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Terzo tema, la gara in atto per un secondo funzionario all’ufficio stampa dell’AdSP. Provinciali premette che il provvedimento risale alla pianta organica approvata nel 2018 ed è stato espressamente richiesto dal presidente: proprio perché l’attuale ufficio stampa è ottimo, ma perché le sue funzioni sono aumentate, sta redigendo anche un House horgan, ha sempre più compiti. La commissione giudicatrice sarà esterna, le domande sono già decine e decine. Ipotizzare che ci sia qualcuno che ha già vinto è una carognata inutile. Provinciali dixit.

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Guarda caso, in coincidenza con le puntuali risposte del segretario generale sul bando esterno, lo stesso segretario ha varato, in data 6 ottobre, un altro bando, questa volta esclusivamente interno, “per la copertura di due posti tra quelli vacanti nella dotazione organica, nella categoria Quadro B del contratto nazionale”. Ne siamo stati informati solo dopo l’incontro e non abbiamo potuto esternare all’ottimo Provinciali alcune delle perplessità che ci sono segnalate. Le riassumiamo: qualcuno chiede se si tratta di solo due posti (come peraltro segnalato nella stessa nota che riportiamo) o se si va oltre; poi, ci si chiede perché nel punteggio non conta la “anzianità lunga” senza macchia, come sarebbe invece valida in tanti altri concorsi interni nei paesi europei (l’anzianità conta in questa selezione solo in caso di pareggio: non è un po’ poco?); infine ci sarebbero aumenti di 700 euro “ad personam” per alcuni dirigenti, escludendone altri. Il sindacato? Volente o nolente, bofonchia ma secondo i più non morde.

Perché non un piccolo chiarimento anche su questi temi, certamente minori e interni, ma che fanno mormorare dentro un organico di oltre cento persone? Provinciali non dixit.

A.F.

 

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