Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Ma che crisi, le isole piene di yachts!

Nella foto: Tante barche nel porticciolo di Capraia.

Ci telefonano dall’isola d’Elba un paio di amici, ex marittimi della Toremar oggi in pensione:

Ma che crisi e crisi: noi pensionati la sentiamo perchè tutto aumenta, ma le coste della nostra isola non sono mai state così prese d’assalto dalle barche, in particolare dai grandi yachts, come quest’estate. E allora?

*

Analoghe considerazioni le leggiamo sui siti specializzati in Liguria, Sardegna e Sicilia, per non parlare delle coste adriatiche (dove però la meta tradizionale è la costa Sud-Est).

[hidepost]

Abbiamo constatato di persona che all’isola di Capraia, che è a mezza strada tra la Toscana e la Corsica, d’agosto c’erano così tanti yachts che il porto turistico era saturo, le boe d’ormeggio piazzate in rada anche e sono state cobtate almeno una cinquantina di barche all’ancora sia in Porto Vecchio (piccola rada a Nord-Est) sia al Ceppo e al Moreto, le altre due rade riparate. Adelaide, la direttrice del porto, ci ha detto che buona parte degli yacht arrivati a Capraia negli anni passati andavano in Corsica, ma questa volta si sono fermati perché l’accesso all’isola francese era condizionata al “green Pass” o all’esibizione di un tampone fatto non oltre 24 ore prima. Anche la farmacista di Capraia, Linda, ha confermato che non ha mai fatto tanti tamponi come in quest’agosto: evidentemente qualcuno ha voluto proseguire.

Anche i porti turistici come quelli sulla costa Toscana, da Cala de’ Medici all’Argentario, hanno fatto il pienone. Segno che le barche ci sono, e che la voglia di andar per mare è stata più forte della paura del Covid, paura che peraltro ha svuotato o quasi le grandi città. Il problema è stato abbastanza seccante invece per chi ha voluto andare all’estero: regole diverse per ogni paese affacciato sul Mediterraneo, che hanno fatto addirittura impazzire chi voleva farsi una navigazione più lunga. Si parla tanto di politiche di coordinamento europeo, ma quando si scende sul pratico sono ancora oggi guai.

[/hidepost]

Pubblicato il
4 Settembre 2021
Ultima modifica
7 Settembre 2021 - ora: 12:48

Potrebbe interessarti

Proposta dal Bureau Veritas Italia come strumento di garanzia

“Safe container”, una certificazione

Per ridurre i costi della sinistrosità, 6 miliardi di dollari all’anno, l’attestato di sicurezza - Ogni 5 anni i controlli sui Teu dry e ogni 2,5 anni, per quelli cisterna per merci pericolose

Livorno: leviamo i levatoi!

D’accordo, ora che il guaio è successo – ponte levatoio bloccato, porto industriale isolato, tutti improvvisamente a maledire l’assurdo snodo del Calambrone – finalmente La mia non è più vox clamantis in deserto: e...

Leggi ancora

Il dito e la Luna

La guerra all’Iran, una delle tante feroci guerre in corso, ha dunque colpito in pieno il lato debole dell’economia nazionale, i flussi d’energia. Gli analisti di tutto il mondo hanno chiarito – come ha...

Leggi ancora

…Eppur si muove?

Il ponte dei sospiri, sulla foce del Calambrone a Livorno, sembra finalmente nella fase di sospirata riscoperta della sua priorità. Al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani va riconosciuto che nel recentissimo incontro con...

Leggi ancora

Meglio Tardino che mai

Non ci rimane che riderci sopra. A Palermo, dopo più di un anno, le forze politiche hanno smesso di scannarsi tra loro e finalmente hanno concordato sul nome del nuovo presidente dell’Autorità di Sistema...

Leggi ancora

Ets, masochismo o ignoranza?

Nel recente incontro a Roma sulla pianificazione europea dei trasporti marittimi – riferisce un approfondimento della “Federazione del mare” – il presidente di Confitarma, Mario Zanetti, ha evidenziato come la decarbonizzazione sia un obiettivo...

Leggi ancora

Sul ponte dei sospiri

No, non scrivo su quello di Venezia. Ce l’abbiamo anche noi a Livorno il ponte dei sospiri: anzi, quattro ponti dei sospiri, come scrive il direttore riportando l’accordo sottoscritto a Firenze, sul tavolo della...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio