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FERCAM: green logistic ma anche sociale

Dino Menichetti

ROMA – Si fa presto a dire logistica “green”. E si fa presto a sognare città con mezzi di distribuzione delle merci totalmente “carbon free”, che scivolano silenziosi nelle strade emettendo al massimo un po’ di vapor acqueo. Guardando le realtà d’oggi, difficile anche sognare.

Oppure no?

Secondo Dino Menichetti, responsabile per le regioni di Lazio e Umbria della multinazionale FERCAM Italia della logistica, più che di sogni stiamo parlando di realtà che il gruppo vuol concretare entro domani. Possibilmente domani mattina. E ci sta lavorando, senza nascondersi dietro le difficoltà che ancora s’incontrano.

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FERCAM ha diramato una Road Map molto articolata sulla green logistics con le strategie fino al 2025. Molta innovazione tecnologica e anche molto sociale…

“L’una servirebbe a poco se non avesse come obiettivo il migliorare la sostenibilità sociale. E non parliamo di sogni: il nostro motto è “fare le cose”. La sfida è difficile? Non nella tecnologia, sulla quale si è già avanzati: semmai manca ancora il supporto concreto di parte della pubblica amministrazione, condizionata anche dalla burocrazia, che comporta costi ancora molto alti. Ma stiamo andando avanti su due direttrici: il trasporto pesante su lunghe distanze e la distribuzioni urbana. Problemi diversi ma con lo stesso intento: inquinare meno, possibilmente non inquinare”.

Ha accennato ai costi, un tema scottante della intera transizione ecologica. Nella vostra fattispecie?

“L’industria già propone mezzi, specialmente pesanti ma non solo, in grado di marciare in trazione elettrica, o hybrid elettrico-metano o elettrico-GNL: ma i costi, non sostenuti da incentivi pubblici come quelli per le auto, sono ancora altissimi, il triplo dei mezzi tradizionali. E il problema ancora più grave è la mancanza di stazioni di rifornimento. Per l’idrogeno in Italia c’è solo Bolzano in grado di dare un servizio. E siamo, sul piano della tecnologia pura, solo su soluzioni temporanee perché tutti ormai concordano sul fatto che il domani sia dell’idrogeno”.

Una tecnologia basata sulle fuel-cell è ad oggi ancora più costosa.

“Costosa sì, ma accessibile e con grandi prospettive. Ci stiamo lavorando con il centro italiano di eccellenza di Messina, con il CNR che è avanzatissimo nel settore. FERCAM vuole guardare avanti e perciò siamo in stretto contatto. Di più: poiché siamo realisti, non puntiamo solo in mezzi totalmente nuovi, specie per la distribuzione urbana, ma anche al refitting dei mezzi tradizionali. È una strada che offre prospettive interessanti a breve”.

Tradotto per noi non specialisti?

“Si tratta di utilizzare il parco furgoni esistenti cambiando solo la parte propulsiva: via il motore endotermico, dentro un motore elettrico con il suo parco batterie. Per le città, specie le grandi città, è una soluzione già possibile: rimane il problema delle colonnine di ricarica ed è per questo che ci muoviamo con le amministrazioni locali, come a Roma e a Milano. Senza rinunciare a il fai-da-te: nei nostri impianti a Roma stiamo potenziano la produzione con pannelli solari e così faremo ovunque abbiamo impianti”.

Temi affascinanti, come quello che nella vostra Road Map FERCAM LOGISTICS mettete al punto 3: responsabilità sociale d’impresa…

“È un tema che mi sta particolarmente a cuore e che seguo con passione. Semplificando al massimo, vogliamo che chi lavora – e allargando il giro, domani anche per chi non lavora per noi – trovi aree di benessere, supporto sociale e impegno di solidarietà concreta: il tutto in termini più che concreti. Esempio: stiamo allestendo punti di riposo e di relax per gli autisti, in appositi stalli; stiamo collaborando con associazioni no profit come Linaria per il riutilizzo di materiali altrimenti destinati al macero come il legno dei pallets, con i quali realizzare mobili, giochi e altro anche per le scuole. Abbiamo un programma concreto, dettagliato e sostenibile proprio perché l’impresa non guardi solo al lavoro, ma a rendere il lavoro anche un contributo a far vivere meglio la società. Ne parleremo presto anche a Firenze, il 5 novembre, proprio con la presentazione di alcuni di questi progetti. Perché non vogliamo impegnarci solo sui motori e sui carburanti: ma anche sulla qualità della vita della gente a partire dalle piccole cose giornaliere”.

A.F.

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Pubblicato il
27 Ottobre 2021

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