d’Amico International, semestre positivo

LUSSEMBURGO – Il Consiglio di amministrazione di d’Amico International Shipping S.A. (Borsa Italiana: “DIS”) (“la Società”, “d’Amico International Shipping” o “il Gruppo”), società leader a livello internazionale nel trasporto marittimo, specializzata nel mercato delle navi cisterna 🛳, ha esaminato e approvato il resoconto intermedio consolidato relativo al primo semestre e al secondo trimestre 2022.
👤 Paolo d’Amico, presidente e amministratore delegato di d’Amico International Shipping commenta così bilancio e situazione:

🗣 “DIS ha registrato un Utile netto di US$ 19,2 milioni nel primo semestre del 2022 ed un Utile netto di US$ 25,7 milioni nel secondo trimestre dell’anno, rispetto ad una Perdita netta di US$ (15,2) milioni nel H1 2021 e ad una Perdita netta di US$ (5,4) milioni nel Q2 2021.

Questo sostanziale miglioramento 📈 dei nostri risultati rispetto allo scorso anno, è principalmente dovuto al forte mercato delle product tanker di cui abbiamo beneficiato a partire dalla fine del primo trimestre.

Infatti, DIS ha realizzato una media spot giornaliera di US$ 21.037 nel H1 2022 vs. US$ 11.355 nel H1 2021 e di US$ 28.687 nel Q2 2022, rispetto a US$ 12.720 nel Q2 2021. DIS ha inoltre coperto tramite contratti a tariffa fissa il 42,1% del totale dei giorni nave del semestre, ad una media giornaliera di US$ 15.158. Siamo stati pertanto in grado di ottenere dei noli complessivi base Time-charter (spot e time-charter) pari a US$ 18.559 nel H1 2022 vs. US$ 13.371 nel H1 2021 e pari a US$ 23,389 nel Q2 2022 vs. US$ 13.893 nel Q2 2021. Il mercato è stato piuttosto debole all’inizio del 2022 e soprattutto a febbraio, a causa principalmente di una momentanea risalita dei casi di Covid in Europa e negli USA, con le conseguenti restrizioni alla mobilità. Tuttavia, i noli hanno cominciato a salire verso la fine del primo trimestre, per poi raggiungere picchi storici nel Q2.

L’incremento dei noli è dovuto ad un aumento della domanda di prodotti raffinati, grazie alla graduale riapertura delle principali economie a seguito dell’eliminazione delle restrizioni legate al Covid, a inefficienze nella catena logistica e ai mutamenti nei traffici commerciali, con un incremento dei volumi su rotte più lunghe dagli USA e dall’Asia verso l’Europa, trainato dalla necessità di sostituire volumi provenienti dalla Russia.

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