Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Viareggio, emergenza insabbiamento

Nella foto: La draga in azione.

VIAREGGIO – Adesso che la draga, finalmente attivata dalla Regione Toscana, sta riportando a 5 metri di profondità il fondale del canale di accesso al porto si aspetta che entri in funzione il tanto conclamato “sabbiodotto”, necessario per la gestione delle spiagge e per contrastare nuovi insabbiamenti. Secondo il presidente della Regione Giani sarà aperto prima dell’estate e opererà per circa un anno. Nel frattempo, spinti dalla crisi del porto per gli insabbiamenti, a Firenze si è deciso di….non decidere sulla gestione dello scalo, che dipende dall’associazione regionale dei piccoli porti. Niente nuovo segretario generale, per le diatribe interne anche con l’ente locale e un mese e mezzo di proroga all’attuale commissario, il funzionario della Regione Alessandro Rosselli. Il braccio di ferro con il Comune, che aveva spinto per la nomina dell’ammiraglio Tarzia grazie alle sue competenze specifiche, sembra essersi risolto con un compromesso che lascia qualche dubbio: a sostituire Rosselli sarebbe chiamato un altro funzionario, Fabrizio Morelli. Nel frattempo tutto il porto segue il lavoro della draga della Sales: che è del tipo a sorbona, cioè che aspira la sabbia e la scarica attraverso un lungo tubo più al largo. Ci sono dei limiti operativi, specie di questi tempi: con mare mosso la draga non può operare e deve mettersi a ridosso. Sarà dunque un lavoro lungo, difficile e secondo alcuni anche di dubbi risultati, visto che le mareggiate e le correnti sono in certi periodi già forti di qualsiasi dragaggio. Su Viareggio e sulla sua costa incombe anche il fenomeno dell’innalzamento del mare: secondo gli studi più accreditati, entro una ventina d’anni il porto potrebbe essere in crisi definitiva.

“In questo contesto così variegato – si legge sul sito di PressMare – c’è una particolarità: il molo di Levante (il Muraglione) fino alla sua metà, è oggi quasi coperto da una enorme quantità di sabbia arrivata, come da sempre avviene, dai fiumi Arno e Serchio. I sedimenti sono spinti dalle correnti permanenti verso Nord, incontrando così il molo viareggino: il risultato è il notevole avanzamento della spiaggia di Levante, in lunghezza ma poco in altezza, mentre moltissima altra sabbia riesce ad entrare in porto ruotando di 180 gradi alla punta dello stesso molo di Levante. Per questo il progetto del sabbiodotto prevede un moletto trasversale affiorante, alla metà circa del molo esistente, per intercettare i sedimenti, e per reinviarli con una lunga tubazione, anche subacquea, verso la spiaggia di Ponente per il ripascimento.”

Pubblicato il
20 Gennaio 2024

Potrebbe interessarti

Il provvisorio permanente

Non sottovaluto, certo, i mille problemi che travagliano l’Autorità di Sistema Portuale del povero presidente Gariglio, stretto tra le morse della politica in zuffa continua e quelle degli operatori che pretendono scelte rapide e...

Leggi ancora

Se il domani è già oggi…

«Tutto in ritardo e oggi questo, alla luce della velocità con cui si concretizzano i cambiamenti nello scenario geopolitico e in quello dell’interscambio mondiale, quella che era considerata una regola non scritta, ovvero il...

Leggi ancora

Livorno: leviamo i levatoi!

D’accordo, ora che il guaio è successo – ponte levatoio bloccato, porto industriale isolato, tutti improvvisamente a maledire l’assurdo snodo del Calambrone – finalmente La mia non è più vox clamantis in deserto: e...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio