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CONVEGNO FEDERACMA

Ora anche l’agricoltura vuol mettersi nelle mani dei droni

Bene l’irrorazione di precisione, al via la legge per l’uso nei trattamenti fitosanitari

Un momento del convegno Federacma

ROMA. Forse quanto e più dell’intelligenza artificiale, i droni stanno diventando il prezzemolo per qualsiasi attività: l’abbiamo visto in tv cosa possono fare sul fronte di guerra scompaginando dottrine e strategie militari consolidate da decenni, da tempo possiamo trovarne applicazione in qualche iniziativa economica. Ma quel che accade sul fronte dell’agricoltura appare senz’altro interessante: l’hanno detto le associazioni di categoria nel corso del convegno dal titolo “Droni in agricoltura: lo stato dell’arte” che ad Agrilevante Bari è stato organizzato da Federacma, la federazione della galassia Confcommercio che raggruppa le realtà nazionali dei rivenditori di macchine agricole, operatrici e da giardinaggio.

Cosa ne è saltato fuori? Soprattutto una indicazione: il mondo agricolo e della meccanica è pronto a cogliere le opportunità dell’irrorazione di precisione con droni. Tutto questo arriva a poche ore dall’approvazione in Parlamento della norma che avvia la sperimentazione nazionale sull’impiego dei droni per i trattamenti fitosanitari.

Il cuore del convegno ha riguardato l’impiego dei droni per l’irrorazione di precisione. In collegamento da remoto, il senatore Luca De Carlo, presidente della commissione agricoltura del Senato, ha illustrato il recente emendamento da lui proposto e approvato nel Decreto Semplificazioni, che «in via sperimentale per tre anni» consente di irrorare per via aerea con droni su terreni agricoli, «nel rispetto di condizioni rigorose di sicurezza, tracciabilità e tutela ambientale». Per Federacma è «un passo atteso da tempo dal mondo agricolo, che finora scontava un vuoto normativo e restrizioni non più coerenti con le innovazioni disponibili».

Al confronto hanno preso parte le associazioni agricole e della meccanica agraria: Confagricoltura, Copagri, Cai Agromec e Uncai Contoterzisti: da loro è arrivato «pieno sostegno alla norma», chiedendo «tempi rapidi per l’adozione dei decreti attuativi e per la definizione dei protocolli standard». Scopo: consentire alle imprese di «utilizzare questa tecnologia in modo efficace e regolare, superando presto la fase sperimentale».

Ad aprire i lavori erano stati il prof. Simone Pascuzzi e il PhD Francesco Paciolla (Università di Bari). È stata tracciata l’evoluzione tecnologica del comparto agricolo: dalle prime fasi di meccanizzazione fino all’attuale transizione verso l’agricoltura di precisione e l’agricoltura 4.0. Passando dall’uso dei sensori ai big data, dai rover autonomi agli algoritmi di intelligenza artificiale, i due studiosi hanno evidenziato come i droni rappresentino oggi «uno degli strumenti più versatili per una gestione agricola efficiente, sostenibile e sicura».

Nelle conclusioni Andrea Borio, presidente di Federacma, ha sottolineato il ruolo chiave dei rivenditori di macchine agricole nella diffusione di queste soluzioni: «Siamo pronti a diventare un punto di riferimento anche per la vendita e l’assistenza di droni agricoli, che si affiancheranno ai macchinari ad alto contenuto tecnologico che già offriamo. L’innovazione è parte integrante della nostra visione di filiera».

Pubblicato il
10 Ottobre 2025

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