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LA SICUREZZA CHE NON C’È

Incidente sul lavoro a Piombino, muore a 64 anni dopo giorni di agonia

Martedì 11 sciopero di un’ora. Cgil: inaccettabile il silenzio su questa tragedia

Flash mob sibdacale per protestare contro il susseguirsi di infortuni mortali sul lavoro

PIOMBINO. Troppo gravi le ferite causate dallo scoppio dello pneumatico di una ruspa: dopo nove giorni di agonia e i disperati tentativi dei medici del policlinico senese Le Scotte, non ce l’ha fatta un operaio di 64  anni, Salvatore Parlato, vittima di un grave incidente sul lavoro a Piombino, dove lavorava per la ditta Bertocci Montaggi, una realtà specializzata in carpenteria industriale.

Secondo quanto riportato dal quotidiano livornese “Il Tirreno”, le prime ricostruzioni in attesa di riscontro riferiscono che l’operaio avrebbe, a quel che è dato sapere per ora, movimentato una ruspa dal piazzale in direzione dell’officina. È da chiarire se lo scoppio sia avvenuto mentre si stava provvedendo a gonfiare uno degli pneumatici.

«Ogni morte sul lavoro rappresenta una sconfitta per la società intera: la sicurezza deve essere una priorità assoluta e non può mai essere sacrificata in nome della produttività o del profitto». A dirlo sono i sindacati dei metalmeccanici Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil che hanno proclamato immediatamente uno sciopero provinciale in tutti i luoghi di lavoro della provincia di Livorno: i lavoratori incroceranno le braccia per un’ora domani, martedì 11 novembre, nell’ultima ora di ogni turno di lavoro. Le sigle sindacali annunciano che, in occasione dello sciopero, verrà promossa «una raccolta fondi volontaria a sostegno della famiglia del lavoratore, come gesto di solidarietà e partecipazione al dolore di chi è stato colpito da questa tragedia».

Ma c’è anche un altro aspetto sul quale il sindacato Cgil a livello confederale, dal quartier generale provinciale di Livorno, richiama l’attenzione: «un infortunio mortale non può e non deve restare avvolto nel silenzio». In effetti, l’incidente sul lavoro è «avvenuto a fine ottobre» ed è del tutto «inaccettabile che una tragedia di tale gravità sia emersa soltanto ieri, 9 novembre, a distanza di oltre una settimana dai fatti».

Corteo sindacale contro la mancanza di sicurezza nei luoghi di lavoro

Sott’accusa è «la mancata comunicazione immediata ai sindacati e ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (Rls-Rlst)»: a giudizio della Cgil si tratta di «una violazione dei principi di trasparenza e partecipazione che dovrebbero essere alla base delle relazioni sindacali e della gestione della sicurezza nei luoghi di lavoro». La Cgil confederale, riservandosi di valutare se costituirsi parte civile, sottolinea che «la sicurezza non può essere un fatto burocratico o un obbligo formale: è un diritto fondamentale di ogni persona che lavora e un dovere collettivo che impone trasparenza, prevenzione e rispetto».

Sempre dalla sponda sindacale, ma guardando al fronte delle organizzazioni dei metalmeccanici di Cgil Cisl Uil, viene evidenziata la richiesta che «siano accertate rapidamente tutte le responsabilità e che vengano adottate misure immediate e strutturali per la sicurezza nei luoghi di lavoro, a partire da un rafforzamento dei controlli, della formazione e della prevenzione».

Paolo Cappelli, Massimo Braccini, Lorenzo Fusco a nome delle segreterie territoriali di Fim, Fiom e Uilm annunciano che nei prossimi giorni, «chiedendo sostegno alle confederazioni sindacali», daranno vita a una iniziativa a Piombino per «rimettere la sicurezza al centro, pretendendo azioni concrete affinché tragedie del genere non possano più avvenire».

Pubblicato il
10 Novembre 2025
di M.Z.

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