Se la biologia sposa l’ingegneria: la Normale guarda alla nuova frontiera
“Scuola primaverile” con i protagonisti della ricerca a livello internazionale

Alcuni degli scienziati protagonisti della scuola primaverile alla Normale di Pisa
PISA. La biologia sintetica, la nuova frontiera della medicina, capace di «costruire nuovi sistemi biologici o modificare quelli esistenti attraverso l’ingegneria applicata a geni e cellule»: è dedicata a questo orizzonte di ricerca questa settimana fino a venerdì 17 che ha richiamato alla Scuola Normale di Pisa un “dream team” di scienziati internazionali: studenti di master e dottorato, post-doc, ricercatori all’inizio della carriera, accademici e leader del settore sono i protagonisti della “Scuola primaverile di biologia sintetica”. Obiettivo: parlare delle “nuove frontiere nella progettazione di proteine, sistemi e biologia sintetica”, come recita il titolo dell’evento scientifico che convoca a discutere – viene fatto rilevare – «biologi che stanno incidendo profondamente con le proprie ricerche nella comprensione dei meccanismi alla base della vita».
Parliamo di biologia sintetica per indicare quella branca della biologia che lavora fianco a fianco con l’ingegneria per «semplificare la progettazione e la sintesi di sistemi biologici robusti e prevedibili». In nome di una approfondaìita comprensione di come «geni e proteine sono organizzati e interagiscono nelle cellule viventi, si propone di chiarire l’organizzazione cellulare a livello di geni, proteine e reti, utilizzando metodi computazionali e biochimici». Cosa accadrà a questa “scuola primaverile”? Si assisterà alle lezioni di luminari nella ricerca d’avanguardia in questo campo e si avrà l’opportunità di «presentare i propri risultati e di interagire con i colleghi in un contesto interdisciplinare e costruttivo», com’è stato spiegato presentando l’iniziativa.

Vivek Natarajan di Google DeepMind protagonista della ricerca nella intelligenza artificiale di tipo medico
Di scena, giusto per fare qualche nome, ecco Philipp Holliger, uno studioso che al Mrc Laboratory of Molecular Biology di Cambridge si occupa delle basi molecolari all’origine della vita (quali molecole di Rna auto-replicanti). Insieme a lui, troviamo Alessandro Sette, immunologo italiano che insegna all’Università della California a San Diego, ed è reputato tra i massimi esperti mondiali di immunoterapie nel cancro, allergie, malattie infettive e autoimmuni (come la Sla); Jason Chin, studioso “targato” Oxford che ha nel curriculum la riprogettazione computazionale che ha portato a sintetizzare il genoma del batterio “escherichia coli”; Vivek Natarajan, che arriva dal quartier generale di Google DeepMind di San Francisco e ha la fama di essere fra i più accreditati esperti di intelligenza artificiale in campo medico; Ron Weiss, scienziato statunitense docente al Massachusetts Institute of Technology, che la comunità degli studiosi vede come uno dei padri della “biologia sintetica”.
È da più di un quindicennio che la Normale tiene corsi interni di biologia sintetica: questa è la settima edizione di un evento che ha già visto in agenda nel passato qualcosa di simile in termini di scuole internazionali. Del team che organizza la scuola primaverile fanno parte:
- Francesco Raimondi (Scuola Normale Superiore),
- Antonino Cattaneo (European Brain Research Institute),
- Giuseppe Nicosia (Università di Catania),
- Beatrice Giuntoli (Università di Pisa)
- Benedetta Mennucci (Università di Pisa).











