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L’EVENTO

Gli idrovolanti protagonisti del giro d’Italia, anzi del “G-idro”

La nuova edizione di un tour aereo in 13 tappe nei cieli della penisola

Uno dei moderni piccoli idrovolanti presenti al prossimo Giro d’Italia

LIVORNO. La notizia è che sono in corso gli ultimi preparativi per la partenza del “Gi-dro” 2026, seconda edizione del Giro d’Italia in Idrovolante. Quest’anno l’originale tour aereo si svilupperà in due tratte per un totale di tredici tappe: le prime quattro tappe si svolgeranno a maggio dal Lago Maggiore e dal fiume Ticino fino a Trieste, mentre le successive nove tappe collegheranno a settembre il Lago Trasimeno con Gallipoli (Lecce).

La partenza della prima tratta è prevista nel prossimo weekend, quello del 23 e 24 maggio, da Sesto Calende (Varese) e Castelletto Sopra Ticino (Novara): vi parteciperanno almeno sei aerei anfibi ultraleggeri provenienti da Cremona, Ferrara, Sondrio, Verona e anche dalla Svizzera. Team leader sarà Graziano Mazzolari, presidente della Scuola Italiana Volo, mentre capo- formazione Sergio Scaramuzzi. La manifestazione è organizzata dall’associazione Aviazione Marittima Italiana, con la collaborazione di Associazione Arma Aeronautica-Aviatori d’Italia, Associazione Trasvolatori Atlantici e Associazione Pionieri dell’Aeronautica e con il supporto del Gruppo Caroli Hotels.

Un leggendario idrovolante Savoia-Marchetti 55

Una breve parentesi sulla notizia: gli idrovolanti di oggi sono tutt’altra cosa di quelli storici per i quali l’Italia fu pioniera al mondo. Basta ricordare i titoli mondiali di velocità e di quota dei leggendari Savoia-Marchetti 55, con una pattuglia dei quali nel 1930 e poi nel 1933 Italo Balbo attraversò l’Atlantico, la prima volta verso il Brasile, la seconda verso gli Stati Uniti.

Gli idrovolanti di oggi sono velivoli leggeri, al massimo con quattro posti, che operano specialmente dai laghi. I grandi idrovolanti plurimotori, che ebbero il loro tempo di gloria dalla fine della prima guerra mondiale alla vigilia degli anni ’40 (ma i Cani Z di pattugliamento marittimo operarono anche nella seconda) avevano due importanti basi anche in Toscana: ad Orbetello e a Livorno (l’idroscalo era dove attualmente c’è il grande ex bacino di carenaggio).

Torniamo al giro d’Italia. Nella mattinata di sabato 23 maggio gli idrovolanti raggiungeranno in volo il Lago Maggiore. Dopo una conferenza stampa, sarà sottoscritto il progetto “Aliseo” (Alleanza per gli Idroscali Storici e l’Ecosistema Operativo), predisposto dall’avvocato Paolo Re, responsabile del comitato d’onore dell’Aviazione Marittima Italiana: questo progetto è relativo alla creazione di una piattaforma per la valorizzazione dei tanti idroscali storici italiani e del volo anfibio. Sarà poi possibile visitare due mostre a Marina di Verbella: “Idrovolanti, storia e ambiente” e “200 anni di navigazione sul Lago Maggiore”. Prevista anche un’esposizione di auto storiche.

Nella mattinata di domenica 24, si svolgerà un convegno sul volo in idrovolante, a cui parteciperanno le autorità locali e diversi esperti e piloti. Lunedì 25 gli idrovolanti decolleranno dunque per le prime 4 tappe del Gidro 2026: dal Lago Maggiore e dal fiume Ticino si sposteranno inizialmente sull’Idroscalo storico dell’Aero Club del Lago di Como, mentre martedì 26 arriveranno a Gardone Riviera (Brescia) e al Museo del Vittoriale degli Italiani. Mercoledì 27 decolleranno per raggiungere l’Idroscalo storico di Desenzano sul Garda (Brescia). Giovedì 28 saranno all’aeroporto di Gorizia e, infine, venerdì 29 ammareranno nel porto di Trieste, dopo aver percorso circa 500 km in volo.

Nelle varie tappe, saranno organizzate numerose iniziative, tra cui conferenze e mostre a carattere aeronautico, proiezione di documentari, incontri con autorità locali e scuole, voli promozionali e anche degustazioni di specialità enogastronomiche salentine a cura della Dispensa di Caroli.

«Dopo il grande successo della prima edizione, il Gidro 2026 torna a volare con perizia marinaresca tra fiumi, laghi e mari della nostra penisola», ha dichiarato Orazio Frigino, presidente dell’associazione Aviazione Marittima Italiana. «Particolarmente significativa sarà la firma della piattaforma nazionale Aliseo, che ha lo scopo, oltre a preservare e valorizzare i tanti idroscali storici italiani, di sensibilizzare le autorità nazionali e locali e il grande pubblico sui vantaggi e sulle potenzialità dell’idrovolante come mezzo di trasporto per un nuovo turismo intermodale e sostenibile, ma anche come strumento a basso impatto ambientale per il controllo e la tutela di aree costiere e parchi marini. Proprio il Parco Valle del Ticino ha utilizzato velivoli idro per il monitoraggio sostenibile della flora e della fauna dell’area protetta”.

(A.F.)

Pubblicato il
21 Maggio 2026
di A.F.

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