Gli interporti sono una piattaforma da 37 milioni di metri quadri
I numeri: 65 milioni di tonnellate di merce, 60mila treni, 25mila mezzi

Da sinistra: Gianpaolo Serpagli, presidente dell’Unione Interporti Riuniti; Alessandro Aricò, assessore alle infrastrutture della Regione Siciliana; Michele Pivetti Gagliardi, amministratore unico della Società Interporti Siciliani; Gianfranco De Angelis, segretario generale Uir
PALERMO. Parlano i numeri: sono 24 gli interporti italiani e tutti insieme “valgono” oltre 37,5 milioni di metri quadrati di superficie complessiva, cinque milioni e mezzo dei quali sono destinati a magazzini e 4,25 milioni sono costituiti da aree intermodali, cioè «il cuore pulsante dell’integrazione tra ferro e gomma». Ma fin qui si discute di geometria: aree e superfici. L’impatto economico lo descrive il fatto che nell’insieme «movimentano ogni anno 65 milioni di tonnellate di merce» e vivono una realtà quotidiana che si basa sull’accesso giornaliero di un “esercito” di «oltre 25.500 mezzi di trasporto». Senza contare che, in fatto di ferrovie, la rete interportuale «conta 289 binari e 45 raccordi», movimentando «più di 59.500 treni all’anno». Quanto basta per dire che stiamo parlando di un mondo la cui rilevanza è sottovalutata finora.
Per rimettere gli “Interporti al centro”, così come recita il titolo dell’evento, è stato organizzato all’Hotel San Paolo Palace di Palermo un convegno promosso dall’Unione Interporti Riuniti e dalla Società degli Interporti Siciliani spa. Sottotitolo: “Rigenerare la logistica: interporti, territori e nuove infrastrutture”. In “conclave” i vertici del comparto logistico, ferroviario e ingegneristico italiano in un confronto che he fissato lo sguardo su quello che negli interventi è stato indicato come «uno dei dossier più strategici per la competitività del sistema-Paese: la modernizzazione e l’integrazione della rete interportuale nazionale».
Gli organizzatori tengono a sottolineare che non è un caso se si è scelta una città del Meridione: il Sud ha «un posizionamento geografico nel cuore del Mediterraneo» tale da candidarli a «diventare la piattaforma logistica euromediterranea». Attorno allo stesso tavolo – è stato detto – si è coagulata «una rappresentanza autorevole e trasversale delle filiere coinvolte». Con una «presenza istituzionale articolata con diverse componenti: dal direttore generale del ministero delle infrastrutture all’amministratore unico di Ram spa e al presidente della commissione trasporti della Camera»: questo ha dato un particolare peso specifico all’evento con le istituzioni che «stavolta erano presenti non solo per ascoltare ma per rispondere».
Tra le voci più attese, quella di Sabrina De Filippis, amministratrice delegata di Fs Logistix, che ha ribadito la centralità del trasporto ferroviario merci come leva competitiva e ambientale: lo dicono gli «oltre 59.500 treni movimentati ogni anno dall’intero sistema interportuale» e con un margine di crescita del ferro rispetto alla gomma che «rimane enorme». È da aggiungere che sul versante portuale gli esponenti alla guida delle istituzioni portuali siciliane (Annalisa Tardino a Palermo e Francesco Di Sarcina a Augusta) hanno messo in chiaro come «porti e interporto debbano essere concepiti come un sistema unico, capace di attrarre flussi commerciali dall’intero bacino del Mediterraneo verso la rete ferroviaria nazionale».
Vale la pena di segnalare che Gianpaolo Serpagli, presidente dell’Unione Interporti Riuniti, ha messo l’accento sull’urgenza: «Gli interporti sono chiamati a svolgere un ruolo sempre più strategico per la competitività del Paese. La nuova legge sugli interporti ci offre finalmente un quadro normativo aggiornato; ora è il momento di trasformarlo in opportunità concrete attraverso investimenti, innovazione e maggiore integrazione tra porti, ferrovie e territori. Come Uir stiamo lavorando per sostenere il trasporto ferroviario merci, favorire la rigenerazione delle infrastrutture esistenti ed estendere agli interporti strumenti come il bonus manovra ferroviario. La sfida è chiara: rendere la logistica italiana più efficiente e sostenibile, spostando sempre più traffico dalla gomma al ferro e rafforzando il ruolo dell’Italia come piattaforma logistica del Mediterraneo».











