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IL GOLFO IN FIAMME

Msc: siamo una compagnia neutrale, colpiti in modo ingiustificato

Il caso della nave attaccata in Iraq dalle “Guardie” iraniane

Sopralluogo via mare davanti allo squadrcio causato dall’attacco alla nave Msc Sariska V nel porto iracheno di Um-Qasr

GINEVRA (Svizzera). Msc, la flotta portacontainer numero uno al mondo, dal quartier generale ginevrino,  conferma che il 1° giugno «la propria nave “Msc Sariska V” è stata colpita da due proiettili nel porto di Um-Qasr, in Iraq». Aggiungendo poi: «Il primo impatto è avvenuto mentre il pilota era a bordo durante la partenza della nave dal porto; il secondo ha colpito poco dopo l’area destinata all’equipaggio».

Il comunicato dà conferma ufficiale dell’incidente che ha coinvolto la nave cargo Msc Sariska V, una portacontainer battente bandiera panamense, lunga poco meno di 300 metri, alle spalle un curriculum di 36 anni di navigazioni: secondo servizi di tracciamento navale come Marine Traffic avrebbe dovuto lasciare il porto iracheno di Um-Qasr, accanto al Kuwait, per raggiungere quello qatariota di Hamad ma non si hanno riscontri al riguardo.

Il gruppo Msc tiene a sottolineare che «tutti i membri dell’equipaggio sono al sicuro, illesi e hanno agito con eccezionale professionalità durante tutto l’incidente per mettere in sicurezza la nave e il suo carico». La nota ufficiale riferisce quanto riportato dai media locali: «Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Irgc) ha rivendicato la responsabilità dell’attacco in risposta alle azioni statunitensi contro la nave “Lion Star”».

Msc ritiene che questa azione di ritorsione sia «del tutto ingiustificata sulla base delle accuse formulate» dalle Guardie della Rivoluzione: la compagnia ricorda di essere «un vettore commerciale neutrale» e di non avere alcuna «affiliazione con gli Stati Uniti o Israele». Lo ripete ricordando di:

  • esser stata fondata dal cittadino italiano capitano Gianluigi Aponte,
  • aver sede legale e operativa in Svizzera,
  • esser interamente di proprietà dei suoi figli, Diego e Alexa Aponte, entrambi cittadini italiani e privi di altre cittadinanze.

La compagnia ha alle spalle più di mezzo secolo di attività, può contare su 675 uffici in 155 Paesi nel mondo: nata con una sola nave, ora ha «una flotta di mille navi», opera «su 300 rotte commerciali» e fa scalo «in 520 porti», trasporta ogni anno «30 milioni di teu» di merci in container e dà lavoro «a 200mila persone in tutto il mondo».

Msc esprime «profonda preoccupazione per questi attacchi non provocati e per il rischio che essi comportano per i propri marittimi innocenti e per il commercio marittimo essenziale nella regione».

Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente di Assoporti, Roberto Petri, esprimendo a nome della portualità made in Italy – tutte le Autorità di Sistema e l’associazione che le raggruppa – «la più sincera vicinanza e solidarietà all’amministratore delegato di  Msc e a tutto il gruppo Msc a seguito del grave attacco che ha colpito la nave Msc Sariska V nelle acque del Golfo Persico».

Petri ricorda che «Msc rappresenta una realtà strategica per il sistema logistico e portuale italiano ed europeo» e ha «un ruolo fondamentale nel garantire la continuità delle catene di approvvigionamento, la competitività dei nostri porti e la crescita dell’economia nazionale»: dunque, attacchi di questo genere «non colpiscono soltanto una singola impresa, ma mettono a repentaglio la sicurezza della navigazione, la libertà dei commerci e la stabilità degli scambi internazionali».

Sottolineando le «preoccupazioni per l’intero comparto marittimo e portuale mondiale» per la crisi di <Hormuz («con possibili ripercussioni sulle rotte commerciali, sui costi logistici e sulla sicurezza degli equipaggi»), il numero uno di Assoporti ritiene fondamentale che «la comunità internazionale continui a impegnarsi per garantire la sicurezza della navigazione e la tutela del personale marittimo». Rinnovando il proprio sostegno «a Msc, ai suoi equipaggi e a tutti i professionisti del settore marittimo», Petri auspica «una rapida de-escalation delle tensioni e il pieno ripristino delle condizioni di sicurezza nelle principali rotte commerciali internazionali».

Pubblicato il
3 Giugno 2026

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