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SCOLMATORE

Ponte mobile, la Regione fa decollare il progetto di fattibilità

L’Authority mette i soldi e i tecnici. Vi spieghiamo perché è così necessario

Scolmatore del Calambrone

FIRENZE. Fa un passo avanti la realizzazione del nuovo ponte mobile sullo Scolmatore a sud del vialone di Calambrone-Tirrenia. Beninteso, ci vuole ben altro per vedere finalmente aprire i cantieri, però sta di fatto che  nell’ultima seduta della giunta la Regione Toscana da dato semaforo verde allo schema di accordo che avrà in calce le firme non solo dei vertici della Regione Toscana ma anche quelle dei rappresentanti della Provincia di Pisa, della Provincia di Livorno, del Comune di Pisa e dell’Authority livornese per mettere a punto la fase preliminare, cioè la redazione del “progetto di fattibilità tecnico-economica” (Pfte).

È un grumo infrastrutturale di una certa qual importanza perché dall’attuale ponte (fisso) del Calambrone passa il flusso, soprattutto estivo, dei livornesi che in gran numero affollano gli stabilimenti balneari di Tirrenia. Ma il traffico da considerare non è solo quello sull’asfalto: c’è anche quello sull’acqua. Da un lato: c’è l’esigenza dell’industria che in territorio pisano è insediata lungo il Canale dei Navicelli (tanti cantieri di yacht ma anche la fabbrica di serbatoi Gnl Gas & Heat, proprietà livornese) e hanno bisogno di uno sbocco al mare, e fin qui sono riusciti a garantirselo passando dalle “porte vinciane” e, attraverso un canaletto largo una trentina di metri e lungo 300, si infilano in mezzo alle gigantesche navi portacontainer presenti in Darsena Toscana. Dall’altro: il guasto al ponte levatoio ha dimostrato la fragilità di un sistema infrastrutturale che conta quattro ponti levatoi affiancati in neanche 200 metri, mostrano l’impossibilità operativa di poter immaginare i flussi in entrata/uscita dalla futura Darsena Europa facendosi intrappolare dalle fasi di stop dei ponti levatoi. Non resta che buttar giù e ricostruire l’attuale ponte sullo Scolmatore dotandolo di una campata mobile attraverso il quale far uscire in mare dalla “foce armata” dello Scolmatore sia i grandi yacht sia le chiatte di Gas & Heat.

Secondo i patti, alla Regione Toscana spetta il ruolo di regista come soggetto attuatore per la redazione del cosiddetto “Pfte”: costo stimato 1,4 milioni di euro. Alla Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Settentrionale guidata da Davide Gariglio toccherà invece quello di metterci gran parte dei quattrini (1,2 milioni di euro, i restanti 200mila euro li tirerà fuori la Regione). Di più: l’intesa attribuisce all’ Autorità di sistema portuale non solo l’impegno finanziario ma anche la responsabilità di «fornire supporto tecnico ed amministrativo alle attività per la redazione del “progetto di fattibilità tecnico-economica”».

A dar retta all’accordo i soggetti concordano di dare «il proprio assenso alla soluzione progettuale tecnicamente più idonea ovvero quella di un’infrastruttura con uno sviluppo complessivo di circa 145 metri su 3 campate, quella centrale mobile, a doppia volata». La fascia navigabile – viene fatto rilevare – avrà una ampiezza di 35 metri: cioè sufficiente a garantire le condizioni attuali, visto che la larghezza del Canale dei Navicelli è «di 32 metri».

Il progetto del futuro ponte mobile sullo Scolmatore, con la campata centrale che si apre i due metà

Queste le parole di Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana: «Questo non è solo un accordo tra enti, ma la promessa mantenuta a un intero territorio: un passo avanti decisivo per la mobilità e la sicurezza tra Pisa e Livorno». A giudizio di Giani, il ponte mobile è qualcosa di più di una semplice opera ingegneristica: «È un’infrastruttura intelligente, che concilia la necessità di continuità stradale con la funzione idraulica essenziale del canale Scolmatore e che soprattutto, grazie al suo meccanismo di apertura, permetterà anche ai più grandi tra gli yacht costruiti dai cantieri navali dei Navicelli di arrivare direttamente al mare, senza gravare sul porto di Livorno». Giani indica che si avvia ora la fase progettuale: «Ci consentirà di definire tempi, costi e modalità realizzative, per consegnare alla Toscana un’opera moderna, sostenibile e strategica».

Ecco la dichiarazione dell’assessore Filippo Boni, che nella squadra di Guani si occupa di trasporti e infrastrutture: «L’accordo arriva in un momento importante perché dà pieno avvio, dopo aver condiviso la soluzione tecnica da realizzare, al percorso per la realizzazione del progetto di fattibilità tecnico economica. Ribadisco che si tratta di un’opera che assumerà valore strategico non solo per le due province coinvolte, ma per tutta la Toscana e al suo sistema infrastrutturale e turistico».

Pubblicato il
11 Giugno 2026

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