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PORTUALITÀ IN LUTTO

Addio a Daniele Rossi, il manager che ha rilanciato il porto di Ravenna

Al timone dell’Authority fra “port hub”, Covid e import in tilt per la guerra in Ucraina   

Daniele Rossi, presidente dell’Authoriti di Ravenna dal 2016 per otto anni e in seguito commissario fino all’arrivo di Benevolo

RAVENNA. Il mondo della portualità è in lutto: si è spento a 65 anni Daniele Rossi, ex presidente dell’Autorità di Sistema Portuale che ha il quartier generale a Ravenna. Ha retto il porto romagnolo dal dicembre 2016 per otto anni come presidente con un doppio mandato, poi è stato provvisoriamente confermato dal ministero con i galloni di commissario in attesa dell’arrivo del successore designato, l’attuale presidente Francesco Benevolo.

Per un periodo, in quegli anni, era stato anche al timone di Assoporti, l’organizzazione di categoria che raggruppa le istituzioni portuali del nostro Paese: gli era toccato in sorte un periodo estremamente complicato, avendo dovuto affrontare l’emergenza Covid alle prese con la gestione di un settore in cui le forti limitazioni ai movimenti si sommavano all’esigenza di far viaggiare le merci di prima necessità per garantire alla popolazione l’approvvigionamento di beni essenziali tanto per mangiare che per fronte alle incombenze quotidiane.

Non è tutto: è sotto la guida di Rossi che il porto di Ravenna, con una così forte componente di import cerealicolo, si trova ad affrontare il contraccolpo della aggressione russa all’Ucraina, senza contare quanto accaduto alle materie prime per ceramiche e ai prodotti metallurgici.

Daniele Rossi non aveva percorso la sua carriera di manager soltanto sulle banchine: aveva lavorato ad alto livello in Saipem, Eni e Gsp nel settore petrolifero e in precedenza, a cavallo fra la seconda parte degli anni ’80 e la metà del decennio successivo, all’Alcatel e alla Ciba Geigy (Novartis).

L’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centro-Settentrionale dà l’annuncio della sua scomparsa sottolineando che Rossi ha dato «una svolta decisiva nel rilancio dello scalo» ravennate: l’ha fatto – viene sottolineato – diventando «un punto di riferimento per l’intera comunità portuale in una fase estremamente complessa della vita del nostro porto, una fase segnata da difficoltà organizzative e crisi internazionali». L’accenno è al fatto che «dopo gli anni di avvio del grande progetto di “Hub Portuale” il mondo portuale ravennate ha «attraversato il delicato periodo del Covid e quello della crisi innescata dal conflitto russo ucraino». Da parte dell’istituzione che ha guidato per tanti anni si ribadisce ora che in tutte queste bufere Daniele Rossi «ha servito lo Stato con grande lungimiranza e determinazione, con audacia e coraggio».

Citando un recebte intervento pubblico di Rossi, si sottolinea che è «la determinazione di chi sa di essere nel giusto, l’audacia di chi sa che sta contribuendo a fare un pezzettino di storia, il coraggio di chi lavora per le generazioni che verranno». Proprio questo ha fatto Rossi, dice l’ente portuale: «Ha lavorato con mente sempre lucida, impegno e passione all’interno delle Istituzioni e sul territorio perché il porto di Ravenna potesse crescere e continuare a garantire lavoro ed opportunità». Sotto il segno dell’innovazione tecnologica, della transizione energetica e della sostenibilità delle attività portuali, «frutto della sua capacità di leggere, con senso della modernità e in anticipo, i complessi scenari del futuro», secondo quanto viene ripetuto rendendo gli omaggio («possiamo affermare con certezza è che è stato un grande presidente, un uomo delle istituzioni, una persona perbene che ha gettato le basi della nuova stagione di sviluppo che il porto di Ravenna sta vivendo: a lui saremo grati per sempre per tutto ciò che ha fatto»).

Anche l’attuale numero uno di Assoporti, Roberto Petri, insieme a tutta la struttura dell’associazione e all’intero sistema portuale nazionale, ne ricorda «le qualità umane, la passione professionale e l’impegno costante al servizio del settore marittimo-portuale». Lo ripete mettendo in luce che ha «lasciato un segno profondo nello sviluppo del porto di Ravenna», promuovendo progetti strategici insieme a «una visione di crescita che ancora oggi viene riconosciuta e ricordata da operatori, istituzioni e comunità portuale». Nella nota di Assoporti si mette in evidenza quanto Rossi si sia speso «per la modernizzazione dello scalo e per il rafforzamento del ruolo dei porti italiani nel contesto nazionale ed europeo».

Daniele Rossi

Il quotidiano online “RavennaToday” ripesca dai propri archivi una intervista in cui Daniele Rossi parlava del progetto di rilancio dello scalo ravennate come del progetto che più avvertiva collegato alla sua eredità di manager: aveva ricordato di essere giunto a Ravenna in una fase in cui «il porto usciva da un periodo di grande difficoltà, perché non si riusciva a trovare la quadra sul progetto da realizzare e sulle modalità per farlo». La realizzazione del progetto dell’hub nel porto romagnolo è «costato a me e ai colleghi tanta fatica, tanto lavoro, ma oggi è fonte di tanto orgoglio».

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il sindaco ravennate Alessandro Barattoni: il nome di Rossi – dice al citato giornale online cittadino – è legato non solo al grande lavoro riguardante il Ravenna port hub, ma anche alla ricostruzione della coesione all’interno della comunità marittimo-portuale, ancora oggi un aspetto unico e decisivo del nostro territorio».

Pure Michele de Pascale, ora presidente della Regione Emilia Romagna ma ai tempi di Rossi all’Authority sindaco di Ravenna, torna con la memoria a quando «insieme abbiamo condiviso battaglie decisive per lo sviluppo del porto di Ravenna, prima tra tutte lo sblocco del progetto dell’hub portuale e dell’escavo dei fondali».

Pubblicato il
15 Giugno 2026

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