Gli ottant’anni dei camalli genovesi in una sfilza di “clic”
Dal 6 al 17 luglio mostra fotografica al Galata Museo dei Mare

Galata Museo del Mare a Genova e la sede della mostra sui camalli
GENOVA. Si intitola “Camalli 1946-2026: la nostra storia” ed è la mostra che a partire da lunedì 6 luglio porterà sotto la luce dei riflettori «ottant’anni di lavoro, lotte, accordi e solidarietà racchiusi in un percorso visivo unico: ottant’anni di braccia, volti, fatiche e conquiste che si intrecciano indissolubilmente con la storia di Genova e del suo porto», come spiegano dal quartier generale della Compagnia Unica Lavoratori Merci Varie (Culmv), la realtà del lavoro dei portuali genovesi che dal secondo dopoguerra a oggi ha attraversato «le profonde trasformazioni delle banchine, del lavoro e della città», com’è stato detto presentando l’iniziativa.
Stiamo parlando dell’esposizione di immagini che per celebrare questo importante traguardo, la Culmv “Paride Batini” ha allestito alla Galleria delle Esposizioni del Galata Museo del Mare (ingresso libero): il via, come detto, lunedì 6 luglio alle ore 17.
Gli ottant’anni di storia hanno radici che in realtà vanno molto più all’indietro nel tempo: la tradizione dei camalli genovesi – viene fatto rilevare – è attestata già prima della metà del Trecento con la nascita della “Compagnia dei Caravana”, una corporazione dei facchini del porto. Vale la pena di mettere l’accento sul fatto che in questo modo per più di cinque secoli la Compagnia è riuscita a dare continuità al lavoro portuale e a costituire «un bacino stabile di manodopera in un contesto caratterizzato dall’andamento discontinuo dei traffici marittimi».
C’erano una volta i sacchi trasportati sulle spalle: adesso il flusso delle merci segue le movimentazioni containerizzate. C’era una volta il porto da ricostruire nel dopoguerra di una città finalmente liberata: adesso occorre fare i conti con le nuove professionalità richieste dalla logistica internazionale. Ecco, in un rimbalzo fra quel che era tanti anni fa e quel che è oggi, la mostra racconta un viaggio fatto tuffandosi negli scatti d’archivio e nelle immagini di oggi per spiegare quale evoluzione ha avuto il lavoro portuale. Da quando, nel 1946, mettendo insieme sette storiche compagnie portuali che si raggruppano nella Culmv, a Genova nasce «un modello organizzativo unitario che avrebbe accompagnato la ricostruzione del porto e il suo sviluppo nei decenni successivi». Con una sottolineatura: «Al centro del percorso rimangono sempre le persone, il valore del lavoro e quello spirito di solidarietà che da oltre sei secoli rappresenta uno degli elementi distintivi della comunità dei camalli genovesi», come è stato sottolineato presentando la mostra.
La storia della Compagnia Unica – è stato ribadito – coincide con «alcune delle pagine più importanti della storia sociale e industriale di Genova: dalla ricostruzione del porto dopo la Seconda guerra mondiale alle grandi battaglie sindacali per la tutela del lavoro portuale, dalle trasformazioni introdotte dalla containerizzazione alle profonde riforme della legislazione portuale degli anni Novanta». La Culmv rivendica di aver saputo «coniugare tradizione e innovazione, mantenendo vivo il modello di autogestione cooperativa che continua ancora oggi a caratterizzarne l’identità».
Così il commento di Elena Putti, direttrice del Mu.Ma Istituzione Musei del Mare e delle Migrazioni: «Il Galata Museo del Mare è il luogo in cui la storia del porto incontra quella delle persone che lo hanno reso vivo nei secoli. Accogliere questa mostra significa raccontare una parte fondamentale dell’identità sociale di Genova, valorizzando il patrimonio di memoria, lavoro e cultura rappresentato dalla Compagnia Unica. Attraverso queste immagini il museo rinnova la propria missione di custodire e condividere la storia della comunità marittima genovese».
Dal quartier generale della Compagnia Unica su vuol mettere sotto la lente soprattutto un aspetto: «Questa mostra non è solo la celebrazione di un anniversario, ma l’omaggio a una comunità di lavoratori che ha difeso e fatto crescere il porto di Genova in questi ottant’anni. Ricordiamo il nostro console Paride Batini a 17 anni dalla scomparsa, è il simbolo di una lunga lotta per affermare il ruolo della Compagnia Unica nel lavoro portuale che avesse al centro il valore del lavoro, della lotta per difenderlo, il confronto della costante ricerca degli accordi». Aggiungendo poi: «Sono ancora queste le radici delle nostre proposte e della nostra continuità che dobbiamo trasmettere alle generazioni di giovani portuali che abbiamo inserito in Compagnia e a quelli che inseriremo nelle prossime tappe del necessario ricambio generazionale».
L’esposizione sarà aperta al pubblico fino al 17 luglio (e inclusa nel biglietto d’ingresso al Galata Museo del Mare). Questa è una delle realtà culturali appartenenti al Comune di Genova: insieme alla Commenda di Prè, sede del Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana (Mei), a Villa Doria Centurione, già Museo Navale di Pegli, e al complesso monumentale della Lanterna di Genova, fa parte del Mu.Ma Istituzione Musei del Mare e delle Migrazioni che ne cura la gestione e la direzione artistica, scientifica e culturale.











