La trappola dei debiti choc: salvate mille famiglie e imprese in 10 anni
Identikit di 4 casi concreti recuperati in extremis dal tracollo

La sede della Camera di Commercio di Livorno
LIVORNO. Verrebbe da parlare di miracolo ma, più pragmaticamente, nel quartier generale dell’Organismo per la Composizione delle Crisi da sovraindebitamento (Occ) della Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno, preferiscono definirlo “un presidio per la legalità, la tenuta sociale e la rinascita economica del territorio”: un impegno, insomma. Ma i numeri dei primi dieci anni di attività parlano chiaro per questa realtà che, al pari dell’ente camerale di riferimento, si occupa delle province di Grosseto e Livorno: dal 2016 al 2025 l’Organismo ha ricevuto e gestito 1.129 istanze, registrando un’impennata negli ultimi due anni (168 richieste nel 2024, 179 lo scorso anno). Da non dimenticare che nel primo semestre di quest’anno sono state già 78.
Ma gli addetti ai lavori spiegano che il vero impatto dell’Occ si legge semmai nel volume finanziario delle pratiche andate a buon fine: i Tribunali di Livorno e Grosseto – viene fatto rilevare – hanno emesso 292 decreti di omologa. Risultato concreto: in virtù di tali piani, “quasi 34 milioni di euro di debiti iniziali insostenibili sono stati rinegoziati, riducendo l’esposizione finanziaria a poco più di 10,6 milioni di euro di debiti effettivamente rimborsabili”. Come dire: 23 milioni di euro in meno sulla schiena e questo ha evitato il collasso di centinaia di famiglie e piccole realtà aziendali locali, a cui si aggiungono quasi 3 milioni di euro stralciati integralmente per i soggetti totalmente “incapienti”.
Beninteso, questi sono numeri e predi di per sé sembrano valere per le statistiche e per i convegni. In realtà, ciascuno di questi mille casi sono situazioni di persone in carne e ossa, storie di esistenze sul ciglio del baratro. Soprattutto famiglie salvate in extremis dal naufragio del mutuo ipotecario sulla prima casa. Come nel caso di una famiglia monoreddito, travolta da imprevisti medici e spese condominiali straordinarie: non ce la faceva più a tenere il passo con i pagamenti delle rate previste. Come se ne è usciti? Con un piano di ristrutturazione, l’Occ ha bloccato la cessione del quinto, salvato la casa di proprietà permettendo il regolare pagamento del mutuo, e ridotto i debiti non garantiti a poco più del 13%, pagabili in 5 anni con una rata sostenibile.
Altro esempio: quello di una giovane commerciante di appena 23 anni, costretta a chiudere il suo negozio di abbigliamento per i costi troppo alti. È riuscita a far fronte alle incombenze relative a fornitori e tasse, ma le restava un debito bancario: solo che lei, tirocinante con un reddito minimo, non riusciva a pagare. Finale della storia: le è stata riconosciuta l’assenza di colpa e concessa la cosiddetta “esdebitazione” totale come “debitore incapiente”, evitandole di restare segnata a vita da un fallimento giovanile.
Un terzo flash riguarda una persona obbligata a lasciare il lavoro per una grave patologia invalidante, due figli disoccupati a carico e una spirale di piccoli finanziamenti per sopravvivere. Il Tribunale, tramite l’Occ, gli ha concesso l’esdebitazione totale: questo ha sbloccato la pensione dai pignoramenti per garantire i bisogni vitali della famiglia.
Infine, l’ultimo di questo poker di situazioni: stavolta parliamo di un professionista gravato da ingenti debiti erariali. Lui ha proposto un “concordato minore” per poter proseguire la propria attività lavorativa. Inizialmente gli era stata negata questa via d’uscita, l’Occ ha però dimostrato al Tribunale che la continuazione dell’attività avrebbe garantito allo Stato un recupero di denaro maggiore rispetto alla chiusura forzata e alla vendita dei beni. Il Tribunale ha quindi forzato l’approvazione del piano (cram-down), salvando l’attività del professionista e garantendo un recupero ottimale per l’erario.
Tutto questo è stato possibile, secondo quanto viene sottolineato nel bilancio decennale, operando in rete grazie al lavoro svolto dai “gestori della crisi” iscritti agli Ordini professionali di avvocati e commercialisti e dai Centri di ascolto della Fondazione Toscana per la Prevenzione dell’Usura (gestiti sul territorio dalle Misericordie: da Castagneto Carducci a Portoferraio, da Grosseto a Follonica). Ne è nato una sorta di “salvagente” per “tutti quei soggetti, imprese o consumatori, che, schiacciati da debiti divenuti insostenibili, non potevano accedere alle procedure fallimentari ordinarie”.
All’Organismo di Composizione delle Crisi si sono dati un obiettivo per i prossimi anni: intercettare le situazioni di crisi in modo ancora più tempestivo, per aiutare chi ha la possibilità di superare il sovraindebitamento.
Sia chiaro, non stiamo parlando dell’elogio del furbetto che si indebita a vanvera per godersi la vita. Al contrario, il sovraindebitamento è una situazione di squilibrio cronico tra i debiti accumulati e il patrimonio liquidabile a disposizione per pagarli. Cosa combina l’Occ? I diretti interessati, nella galassia dell’istituzione camerale, si presentano come “ente pubblico e imparziale che permette a consumatori, piccole imprese, lavoratori autonomi, professionisti, start-up e imprenditori agricoli di accedere alle procedure previste dal “Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza”.
Per rivolgersi all’Occ, occorre avere i requisiti di meritevolezza. In tal caso possono scattare le tutele in caso di sovraindebitamento:
• il blocco delle azioni esecutive (come i pignoramenti dello stipendio o le aste sulla prima casa ed il blocco è concesso dal Giudice solo al momento della presentazione della procedura in Tribunale),
• la riduzione del debito (pagando solo ciò che è realmente sostenibile),
• la cancellazione dei debiti residui (esdebitazione),
• la riabilitazione nelle banche dati finanziarie.
Le procedure principali spaziano dalla ristrutturazione dei debiti del consumatore, al concordato minore, dalla liquidazione controllata fino all’esdebitazione del debitore incapiente.
Come accedere al servizio:
per informazioni e per attivare la procedura, è possibile rivolgersi gratuitamente ai Centri di Ascolto territoriali e agli uffici della Camera di Commercio: tutte le informazioni sul sito camerale www.lg.camcom.it/servizi/sovraindebitamento.











