Ghio e Serracchiani: quel pasticciaccio brutto della riforma
«Duplica le funzioni del ministero e si sovrappne alle Autorità di Sistema»

La deputata Pd Valentina Ghio esponente della commissione trasporti della Camera
TRIESTE. La riforma dei porti viene messa in pista con l’idea di «dare maggiore coordinamento»: solo che «di fatto crea una Spa che gestirà i cantieri e gestirà le opere, bypassando e sovrapponendosi alle Autorità di sistema territoriali, quindi anche ai Comuni e alle Regioni». Risultato: alla fin fine non fa altro che creare «un nuovo soggetto che duplica le funzioni del ministero», perciò «non solo non ci sarà coordinamento, ma ci sarà un forte impoverimento dei territori che indebolirà i porti». I virgolettati sono di Valentina Ghio, deputata Pd ed esponente della commissione trasporti della Camera, che segue da vicino l’iter parlamentare del provvedimento. L’ha detto partecipando insieme alla sua collega, anch’essa dem, Debora Serracchiani a una iniziativa dedicata alla riforma dei porti, alla quale era presente tra gli altri anche il segretario generale dell’Authority del Mare Adriatico Orientale, Natale Ditel.
Per le due parlamentari il provvedimento sul quale il governo punta per riformare la portualità made in Italy «non fa bene» e «piace a pochi». Ghio rileva che «anche nelle decine e decine di audizioni che stiamo facendo in Commissione emergono critiche sostanziali».











